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Recensione Libro: “Anabasi di Alessandro. Testo greco a fronte” by Arriano

English Book Review: HERE.

Sull’impresa di Alessandro Magno, il giovane re della Macedonia che, partito dalla Grecia nel 334 a.C., conquistò in dieci anni lo sconfinato impero persiano arrivando fino in India per poi morire a 33 anni a Babilonia, furono scritte subito numerose opere, a metà tra il racconto storico e il romanzo d’avventura. Tra le poche giunte fino a noi, l’Anabasi di Alessandro, scritta cinque secoli dopo la morte del suo protagonista e ancora oggi alla base della moderna storiografia sul Macedone. Il fascino di questo libro è dovuto non tanto al racconto delle battaglie, degli espedienti, della vita d’accampamento, quanto al senso di apertura a mondi diversi e sconosciuti, alla meraviglia di fronte all’immensità della terra e alla varietà dei suoi abitanti, alle esperienze e agli incontri con le genti più diverse vissuti senza pregiudizi etnici, al racconto del grande progetto – rimasto incompiuto per la prematura morte del conquistatore – di fusione tra i popoli, che avrebbe unito tutto il mondo conosciuto in un’unica patria.

5 stelle 

letto dal 27 luglio al 10 agosto 2018

Questo libro è imprescindibile per ogni appassionato di Alessandro perché è completo ed esaustivo. Non ho trovato, almeno finora, altre opere così dettagliate, piene di nomi di città che Alessandro trovò nel suo cammino e di popoli con cui combatté. Come molti ben sapranno, Arriano non racconta tutta la vita del giovane condottiero, ma inizia il suo resoconto dalla partenza per l’invasione dell’Asia, infatti, anabasi significa proprio “spedizione dalla costa marittima verso l’interno di un paese”¹.

Arriano è un ammiratore di Alessandro, più volte scrive che lo loda per quello che fece

“Considero le grandi gesta di Alessandro come una riprova del fatto che né un fisico possente per chi lo ha, né un’origine illustre, né l’avere in guerra ancor più fortuna di Alessandro, neppure se uno circumnavigando la Libia la conquistasse aggiungendola, come appunto egli pensava di fare, all’Asia, neppure se aggiungesse l’Europa come terza all’Asia e alla Libia, niente di tutto ciò felicità dell’uomo, qualora al contempo non ci sia la saggezza in quest’uomo che ha compiuto, come sembra, grandi gesta.”

e ancora questa frase dimostra quanto lo stimasse:

“so però che al solo Alessandro, almeno fra gli antichi re, capitò per la sua nobiltà d’animo di pentirsi degli errori commessi.”

ma nonostante questo non si esime dal criticarlo o dal far notare quando sbaglia

“In quella occasione mostrò di lasciarsi sopraffare da due vizi, dall’uno e dall’altro dei quali non è opportuno che un uomo assennato si lasci sopraffare, l’ira e l’ubriachezza.”

Arriano dimostra chiaramente che Alessandro non fu un re avaro, ma anzi cercò di aiutare il più possibile i suoi uomini:

“restio a spendere denaro per il proprio piacere, molto prodigo a beneficio altrui.”

L’autore fa riferimento principalmente a due fonti ormai aimé perdute, quelle di Tolomeo e di Aristobulo e spesso esse non coincidono, Arriano cerca di essere sempre obiettivo, spiega perché propende per una piuttosto che per l’altra, ma il brutto è che purtroppo non abbiamo la certezza su molti avvenimenti. Arriano comunque riporta per completezza (e fa bene) anche le dicerie o le versioni meno accreditate. A volte scrive che non sa se una cosa avvenne esattamente in quel modo o in quell’altro e che comunque non gli importa, in quei punti mi ha fatto sorridere perché purtroppo lui ha fatto il possibile e non è colpa sua se non è sopravvissuto nessun racconto integrale di testimoni diretti di Alessandro, ma è brutto che di un simile personaggio certi fatti e avvenimenti rimarranno oscuri.

Verso la metà del libro Arriano inizia ad usare più spesso il discorso diretto ed è bello perché il testo acquista più enfasi e incisione. 

Il brutto dei libri su Alessandro è che finiscono tutti male, con lui che muore all’apice del successo e della giovinezza ma forse è proprio per questo che ancora oggi, più di 2000 anni dopo, viene ammirato così tanto.

L’opera di Arriano è monumentale e, ripeto, è imprescindibile per ogni appassionato di Alessandro. Non è una lettura da spiaggia ma ne vale la pena.

Trovate altri aforismi e citazioni QUI.

4 pensieri su “Recensione Libro: “Anabasi di Alessandro. Testo greco a fronte” by Arriano”

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