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Recensione libro/Collaborazione: “Alessandro Magno nella letteratura italiana. La figura del condottiero macedone nell’Umanesimo e nel Rinascimento” di Valentina Anceschi

Buongiorno a tutti, oggi vi parlo di una lettura che ho terminato qualche giorno fa ma solo oggi ho avuto tempo di parlarvene. Sto parlando di:

Alessandro Magno nella letteratura italiana. La figura del condottiero macedone nell’Umanesimo e nel Rinascimento

di Valentina Anceschi

edito da Edizioni Accademiche Italiane

Sin dall’antichità Alessandro Magno è stato considerato un personaggio leggendario e le sue imprese sono sopravvissute più nella mitologia che nella storiografia. Estrapolato dal suo contesto storico il condottiero macedone è diventato il personaggio romanzesco che ha appassionato maggiormente i lettori medievali e non solo. Nella letteratura italiana dell’Umanesimo e del Rinascimento, infatti, Alessandro Magno diventa il protagonista di tante pagine di romanzi cavallereschi, di brillanti aneddoti e fonte inesauribile di insegnamenti morali. Innumerevoli sono gli autori che lo citano nei loro scritti, da Petrarca a Boccaccio, da Boiardo all’Ariosto fino al Cinquecento, quando diventa il perfetto uomo di corte nel Cortegiano del Castiglione. Questo libro offre, per la prima volta, un’analisi letteraria approfondita della figura di uno dei più celebri condottieri del mondo antico ed è di particolare interesse per chi dovesse svolgere un’ulteriore ricerca in questo campo e per tutti coloro che sono appassionati della storia e della leggenda di Alesssandro III di Macedonia.

4 stelle.

Letto dal 9 all’11 aprile 2019.

Prima di tutto vorrei ringraziare le persone della More Books e di OmniScriptum che mi hanno gentilmente inviato una copia del libro affinché la leggessi e recensissi.

La Anceschi con questa sua Tesi su Alessandro Magno vuole approfondire il capitolo The Conception of Alexander in late Medieval and Renaissance Italy dell’opera pubblicata nel 1956 di George Cary The Medieval Alexander e, per farlo, analizzerà nel primo capitolo le descrizioni degli affreschi in alcuni castelli e nel secondo capitolo alcuni testi umanistici e rinascimentali per capire quali sono gli aspetti del carattere del grande condottiero che vennero evidenziati in quel periodo storico.

Il primo capitolo è stato per me una scoperta quasi totale per me, infatti, l’autrice descrive dettagliatamente molte opere che non conoscevo e la sua esposizione è molto precisa, minuziosa ed efficace anche per un pubblico non esperto come me. Non sono un critico d’arte e non me ne intendo molto, però ho cercato su internet la foto del dipinto mentre leggevo e mi è piaciuto. La Anceschi afferma che le pitture e gli affreschi si rifanno in gran parte al racconto fantastico del Romanzo di Alessandro di Alexandre de Paris ed analizza il Palazzo dell’Intelligenza, il testo del Dittamondo di Fazio degli Uberti, i testi del Petrarca e Boccaccio, ma anche Matteo Maria Boiardo. Boccaccio, invece, preferisce mostrare attraverso le sue opere un Alessandro guerriero, come Alessandro il grande condottiero storico e non come le altre opere medievali.

Con l’inizio dell’Umanesimo e del Rinascimento, invece, cambia anche il modo di vedere Alessandro perché tutti gli scritti del periodo medievale confluiscono in  quattro grandi generi letterari sul condottiero: gli scritti filosofici, quelli teologici e mistici, i libri di exempla e i romanzi laici. Ognuno di questi generi pone l’aspetto su alcuni vizi o virtù di Alessandro, quindi da alcuni sarà visto come un tiranno, come nel caso di Franco Sacchetti; Boccaccio lo ritenne privo totalmente di umiltà, ma comunque non manca di lodarlo in altre occasioni;  per Petrarca Alessandro resta essenzialmente sempre una figura negativa e in ogni occasione cerca di sminuirne l’importanza. Machiavelli  “usa” Alessandro per consigliare il suo principe su questioni militari, ma anch’egli sminuisce il genio politico del condottiero. Baldassar Castiglione renderà Alessandro un perfetto uomo di corte ne Il libro del Cortegiano.

Con mio piacere la Ancheschi analizza anche il dipinto di Paolo Veronese “Alessandro Magno e la famiglia di Dario”, al quale è dedicato il libro di Claudia Terribile Del piacere della virtù che ho e che non ho ancora letto, ma dopo questa sua analisi e infarinatura sono molto curiosa di leggere il libro della Terribile.

Quello che mi dispiace è che grandi autori come Petrarca e Boiardo sono stati tanto influenzati, non so se e quanto consapevolmente o meno, dalla cultura del tempo che vedeva gli aspetti negativi di Alessandro Magno e quindi parlano di lui solo in maniera negativa. Un grande della letteratura come Petrarca non ha saputo apprezzare un grande come Alessandro Magno.

Quest’opera della Anceschi si è rivelata una lettura interessante, chiara e precisa, che non annoia. Ho notato qualche piccolo refuso, ma sto parlando di uno, due casi, nulla di grave.

Ringrazio ancora moltissimo la More Books e la OmniScriptum per avermi inviato la copia!

Grazie a tutti per la lettura e per chiudere vi segnalo gli aforismi di questo libro QUI.

2 pensieri su “Recensione libro/Collaborazione: “Alessandro Magno nella letteratura italiana. La figura del condottiero macedone nell’Umanesimo e nel Rinascimento” di Valentina Anceschi”

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