Altre Arti, Poesie – Componimenti

“Il più grande” (maggio 2019)

Buongiorno a tutti, scusate l’assenza ma sono giorni pieni di cose da fare. Vi annuncio che sabato andrò al Salone del Libro di Torino e spero di trovare qualche cosa da aggiungere alla mia Alessandrografia. Vi aggiornerò! Ho dei nuovi acquisti-arrivi da condividere con voi ma non ho tempo per scrivere gli articoli. Perdonatemi, spero di farmi perdonare settimana prossima.

Oggi pubblico un racconto che ho scritto nei giorni scorsi. Sarei curiosa di sapere cosa ne pensate 🙂 Buona lettura e buona settimana,

English version HERE.

“Il più grande”

Com’è possibile che a distanza di così tanti secoli, anzi addirittura di qualche millennio, tu ci influenzi ancora così tanto? Molto è stato detto su di te: sono nate leggende; romanzi di ogni tipo sono stati scritti; sei ritratto sotto innumerevoli vesti; sei perfino presente nelle chiese; ogni genere di arte ha voluto dare il suo contributo alla tua memoria. Sei addirittura nominato nella Bibbia e nella Divina Commedia. Sei stato il modello di molti grandi personaggi, ma anche l’esempio da evitare per altri. Sei nominato in tutti i campi del sapere umanistico, dall’etica alla strategia militare, dalla filosofia alla poesia e il tuo fascino continua a conquistare sempre nuove persone.

Si dice che avessi gli occhi di due colori diversi, uno guardava al passato degli eroi mitici e l’altro al futuro e alle terre che ancora non avevano incontrato il tuo sole. Nascesti moltissimi secoli fa, in un piccolo stato di barbari montanari, da genitori che potevano vantare discendenze divine. Tuo padre fu un grande stratega e riformatore, mentre tua madre, donna dai molti nomi, fu una credente e una delle donne più discreditate della storia. Fin da piccolo dimostrasti di essere intelligente, raffinato, sveglio, acuto, intuitivo, curioso, coraggioso, scaltro, persuasivo ma, come se non bastasse, ti istruì uno dei più grandi filosofi della storia.

Durante la tua prima prova del fuoco dimostrasti di essere un abile comandante dal sangue freddo e tutti, da lì a poco, sarebbero stati pronti a seguirti nell’impresa più titanica e impensabile. Avesti paura che tuo padre non ti lasciasse terre da conquistare e imprese da scrivere ma lo vedesti morire per una congiura forse ordita da tua madre e anche da te stesso. Da re poco più che ventenne salutasti per l’ultima volta la tua patria, tua madre, tua sorella e il tuo omonimo zio cognato e partisti per la spedizione contro il nemico. Prima di compiere qualsiasi impresa cercasti la benevolenza degli dei e cercasti sempre di ottenerne il favore. Non solo rispettasti ma facesti tue tutte le usanze religiose dei popoli che incontrasti e sottomettesti. Ogni tuo passo venne guidato dal tuo mitico eroe dal piè veloce e fin da quando sbarcasti col tuo esercito ottenesti una vittoria dopo l’altra. Non sempre fu facile anzi, ti cimentasti in imprese che sembrarono impossibili ai tuoi consiglieri e alle fonti antiche da cui sempre cercavi suggerimenti ed esempi, ma tu non ti fermasti di fronte a nulla. Fosti adottato da una donna sola, che per dimostrare il suo amore ti fece recapitare nel tuo accampamento i cibi più ricercati cucinati dai migliori cuochi e panificatori, ma che tu rifiutasti imbarazzato per non essere in difetto nei confronti del tuo esercito. Sempre affiancato dai tuoi compagni ed amici che furono la tua seconda famiglia, fosti rispettoso dei famigliari del tuo acerrimo nemico, anche quando diventasti finalmente Gran Re. Una volta sconfitto il titanico rivale e così rivendicato il tuo popolo, accettasti la sfida che ti lanciò la tua curiosità: non fermarti, ma andare avanti verso gli ultimi confini del mondo conosciuto e oltre. Condividesti coi tuoi amici e compagni molti banchetti in cui vennero serviti pollo bollito, maiale arrosto col ventre pieno di tordi, anatre e canaglie, purea di piselli versata su uova, ostriche e cappesante; non mancarono il pesce cotto e molti tipi di pane, il tutto servito dal vino diluito ma anche dalla Coppa di Eracle. Rimanesti imbattuto sul campo di battaglia ma non potesti vincere la lotta più grande: quella di continuare ad essere il faro nell’oscurità che guidò i tuoi uomini e compagni ai confini della civiltà, in mezzo ai barbari e a un mondo talmente diverso dal tuo da risultare estraneo. Per te non esisté confine o impresa che non fosse realizzabile. Fondasti moltissime città, alcune non sopravvissero alla dura legge del tempo ma altre, e soprattutto quella più importante, divennero un punto di scambio multietnico di sapere e tecnica.

Nella tua vita che durò il tempo di un lampo ponesti le primissime basi per la globalizzazione moderna e conoscesti grandi passioni ma altrettanto grandi tradimenti. Fosti benevolo coi nemici che capirono di non potertisi opporre ma, in caso di inganni e raggiri, fosti spietato e risoluto nel vendicarti. Non mancarono delle congiure che mirarono ad ucciderti ma furono tutte sventate. Ti fidasti ciecamente delle persone a te vicine e ti definirono come un uomo generoso ed altruista. In alcuni momenti il buio nella tua anima prese il sopravvento e ti abbandonasti alla cieca ira e impulsività ma, in seguito, tu stesso fosti il tuo giudice più severo. Nelle innumerevoli battaglie che ordinasti di combattere, tu fosti sempre in prima linea, sul cavallo che solo tu sapesti domare e il tuo corpo si riempì presto di cicatrici. Avesti un grande amore e, quando ti venne portato via dalla sua precipitosa morte, con esso perdesti un pezzo del tuo cuore perché cadesti in uno sconforto dal quale non riuscisti più ad uscirne. La tua morte gettò tutti nel caos perché tu solo sapesti governare un regno tanto immenso, infatti, dopo la tua prematura scomparsa i tuoi compagni si divisero il tuo vasto impero instaurando delle monarchie che ti adottarono come capostipite, nel tentativo di eguagliare la tua unicità e di legittimare il loro potere.

Se commettesti un errore fu quello di non lasciare un erede abbastanza grande per perpetuare la tua dinastia ma, probabilmente la tua morte così giovane sorprese tu stesso più di tutti. Purtroppo nessuna delle testimonianze dirette delle tue imprese sopravvisse alla crudeltà del tempo e possiamo provare a conoscerti solo attraverso ricostruzioni di seconda mano o più.

In oltre due millenni sono state date molte versioni di te e forse la tua fugacità deriva anche dal fatto che il tuo corpo giace ancora sepolto in un luogo dimenticato. Numerosi archeologi lavorano duramente per esaudire il sogno condiviso da molti di ritrovarti e di darti la giusta importanza che meriti. In vita cercasti l’eternità attraverso la paternità divina anche se, in realtà, bastarono le tue conquiste e la tua visione rivoluzionaria a renderti immortale. Quante persone sono state influenzate dalla tua storia? Mille? Diecimila? Centomila? Un milione? Un miliardo? Ognuna di esse ha un’immagine personale e particolare di te. Sei stato perpetuato con moltissimi nomi perché hai permeato molte culture e ognuna ha reinventato il tuo mito e la tua leggenda a seconda della sua necessità e del tempo. Conosciamo molto su di te ma ancora troppo ci è oscuro e celato dalle ceneri del tempo trascorso.

Hai avuto molti nomi, quello ufficiale è Alessandro III di Macedonia. Oggi rispondi semplicemente ad Alessandro Magno o Alessandro il Grande.

4 pensieri su ““Il più grande” (maggio 2019)”

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