01. Ancient Alexandrographs + Comments, 1.3 Diodorus Siculus, Alexander - Non Fiction Book, Alexander's Alexandria

Recensione Libro: “The Library, Books 16-20 Philip II, Alexander the Great, and the Successors” di Diodoro Siculo, Robin Waterfield traduttore ed editore

English review: HERE.

Aforismi: QUI.

Buongiorno a tutti, siete su Alessandro III di Macedonia- la tua risorsa su Alessandro Magno! Oggi vi parlo della prima delle letture fondamentali che ancora mi mancavano da leggere e che sto recuperando in questo periodo. Oggi vi parlerò di:

The Library, Books 16-20

Philip II, Alexander the Great, and the Successors

di Diodoro Siculo tradotto ed edito da Robin Waterfield

Oxford University Press, 2019, 624 pag.

ISBN: 9780198759881

Starting with the most meagre resources, Philip made his kingdom the greatest power in Europe

The Greek historian Diodorus of Sicily is one of our most valuable sources from ancient times. His history, in forty volumes, was intended to range from mythological times to 60 BCE, and fifteen of The Library’s forty books survive.

This new translation by Robin Waterfield of books 16-20 covers a vital period in European history. Book 16 is devoted to Philip, and without it the career of this great king would be far more obscure to us. Book 17 is the earliest surviving account by over a hundred years of the world-changing eastern conquests of Alexander the Great, Philip’s son. Books 18-20 constitute virtually our sole source of information on the twenty turbulent years following Alexander’s death and on the violent path followed by Agathocles of Syracuse. There are fascinating snippets of history from elsewhere too – from Republican Rome, the Cimmerian Bosporus, and elsewhere.

Despite his obvious importance, Diodorus is a neglected historian. This is the first English translation of any of these books in over fifty years. The introduction places Diodorus in his context in first-century-BCE Rome, describes and discusses the kind of history he was intending to write, and assesses his strengths and weaknesses as a historian. With extensive explanatory notes on this gripping and sensational period of history, the book serves as a unique resource for historians and students.

Diodorus Siculus

Robin Waterfield is a writer, living in Greece. His previous translations for Oxford World’s Classics include Plato’s Republic and five other editions of Plato’s dialogues, Aristotle’s Physics, and The Art of Rhetoric, Herodotus’ Histories, Polybius’ Histories, Plutarch’s Greek Lives and Roman Lives and Hellenistic Lives, Euripides’ Orestes and Other Plays and Heracles and Other Plays, Xenophon’s The Expedition of Cyrus, Demosthenes’ ISelected Speeches and The First Philosophers: The PreSocratics and the Sophists. He is the author of Dividing the Spoils: The War for Alexander the Great’s Empire (Oxford, 2011), Taken at the Flood (Oxford, 2014), and Creators, Conquerors, and Citizens (Oxford 2018).

Reading time: dal 25 aprile al 14 maggio 2020.

Classificazione: 5 su 5.

La Biblioteca Storica di Diodoro Siculo è una lettura fondamentale per chi voglia conoscere bene Alessandro Magno. Peccato che in Italia non ci sia un’edizione degna, ma l’inglese Oxford University Press ha invece pubblicato un’edizione eccellente: curata, completa e a un ottimo prezzo. Robin Waterfield nell’Introduzione ci spiega che Diodoro visse tra il 95 e il 30 BCE e scrisse la Biblioteca intorno dal 60 al 30 circa. La Biblioteca è una raccolta svolta da Diodoro delle fonti accessibili all’epoca, ma purtroppo è anche una selezione di esse così molti fatti vengono omessi, non è una sua opera originale, anche se la sua impronta c’è nella morale che vuole dare, nel suo essere utile per la conoscenza e Diodoro è un autore che vuole intrattenere il suo lettore. Nel testo di Diodoro c’è poca politica, mentre non mancano le battaglie. L’opera di Diodoro non è però esente da molti errori: di datazione, nei nomi (alcuni errori sono anche opera del suo scriba ma testimoniano anche una mancanza di revisione da parte di Diodoro), nel dare delle informazioni incomplete, nella ripetizione degli eventi, ma spesso è anche l’unico che narra alcuni eventi e dobbiamo fidarci del suo lavoro. La narrazione della Biblioteca è divisa in anni e l’autore non perde di vista quello che succede anche in altre parti del mondo, ad esempio in Italia. Waterfield inoltre ci avvisa che Diodoro un po’ troppo spesso si affida alla dea Fortuna ed effettivamente ha ragione.

Ma perché è una lettura importantissima per gli amanti di Alessandro? Perché qui ci vengono forniti molti dettagli che, seppur minori, fanno luce su molti fatti che altrove non troviamo o che vengono spiegati troppo velocemente. Io stessa ho trovato molti dettagli in più sull’assassinio di Filippo; i retroscena sulla distruzione di Tebe, come gli Oracoli di Delfi e Tebe avessero preannunciato grandi disastri; l’assedio di Tiro è estremamente dettagliato; non avevo mai letto dell’acqua dell’oasi di Siwa che cambia temperatura a seconda del momento della giornata; ad Alessandro il re Sofite gli regala dei cani che fa gareggiare con un leone; quando alla confluenza tra il fiume Acesine e l’Idaspe Alessandro perde molte navi; la storia di Dioxippo; cura Tolomeo dalla ferita avvelenata grazie a una pianta che aveva visto in sogno; della popolazione con unghie lunghe (!!).

Quando a Corinto il giovane Alessandro ottenne dalla lega ellenica il ruolo di comandante della spedizione contro l’impero persiano già ricoperto dal padre, fece un discorso che mi piacerebbe fosse arrivato a noi. Leggendo questo passaggio ho pensato che dev’essere stato bellissimo ascoltare ed essere alla presenza di questo giovane ambizioso dall’intelletto superiore alla media e dal carattere riflessivo. Mi piacerebbe sapere cosa pensarono i presenti.

Nel libro 16 Diodoro non menziona la nascita di Alessandro e della sua infanzia – come nel libro 18 non menziona neanche quella di Alessandro IV – ma parla solo delle imprese di Filippo, ma il 17 è dedicato totalmente ad Alessandro, infatti Waterfield nelle note ci dice:

Actually, this book entirely omits events in Sicily and Italy in order to focus on Alexander.

Diodoro approfondisce anche la storia di Dario, di come salì al potere ed è bello perché così il racconto è completo e dettagliato. A impreziosire la narrazione è anche l’aggiunta delle esperienze e conoscenze personali di Diodoro ad esempio del suo viaggio ad Alessandria d’Egitto. Inoltre l’autore racconta dell’incontro di Alessandro con la regina delle Amazzoni, ma parla della morte di Carano senza aver spiegato da dove arrivi.

Purtroppo nel libro 17, quello dedicato ad Alessandro mancano ben 15 capitoli andati persi tra il capitolo 83 e l’84, che contenevano gli anni tra la fine del 328/7 e l’inizio del 327/6 con il matrimonio con Rossane, l’uccisione di Clito, la cospirazione dei Paggi e l’arresto di Callistene. Il libro 17 è bello lungo ma con quei 15 capitoli perduti sarebbe stato lungo circa 15 pagine in più 😦

Quest’edizione della Oxford University Press è quasi perfetta, quasi perché ha tutto: introduzione, glossario, mappe, bibliografia, appendici ma le due tipologie di note, testuali ed esplicative, non sono inserite in fondo pagina ma sono tutte alla fine della traduzione del testo, che rende la lettura non agile perché per leggere le note durante la lettura del testo bisogna andare a fine libro almeno tre volte per pagina. Manca inoltre il testo originale. Ma Waterfield fa un lavoro di traduzione eccellente perché la sua traduzione è scorrevole, spiega tutte le mancanze e gli errori di Diodoro, spiega le discrepanze che spesso ci sono tra le edizioni dei due testi originali che ha usato per la sua traduzione, dà molti spunti per approfondire i temi con molti rimandi ad altri libri, ci spiega quali sono le probabili fonti di Diodoro che purtroppo non sono arrivate fino a noi. Inoltre Waterfield ci spiega che degli ultimi 20 libri della Biblioteca abbiamo pochi frammenti o nulla e sarebbe stato bello sapere da Diodoro come sarebbe finita la guerra tra i Diadochi perché il libro 20 termina nell’anno 302-1 con in vita ancora Demetrio Poliorcete, Seleuco, Tolomeo, Antigono, Lisimaco e Cassandro. Non posso non pensare che se Alessandro fosse vissuto fino alla vecchiaia anche i libri 18, 19 e 20 della Biblioteca sarebbero stati su di lui.

Per concludere, mi sento di criticare gli editori italiani perché a tutt’oggi manca negli scaffali italiani un’edizione divulgativa dei libri della Biblioteca Storica. Basterebbe che traducessero questa e aggiungerebbero al loro catalogo un ottimo libro che non deve mancare nelle collezioni degli appassionati di storia. Come vi ho già detto, è una lettura fondamentale, che io stessa ho fatto solo ora perché non in italiano, ma se riuscite a leggere in inglese questa edizione è ottima! La Biblioteca Storica è un libro che tutti gli appassionati di Alessandro Magno dovrebbero leggere.

Buona giornata a tutti,

2 pensieri su “Recensione Libro: “The Library, Books 16-20 Philip II, Alexander the Great, and the Successors” di Diodoro Siculo, Robin Waterfield traduttore ed editore”

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