01. Ancient Alexandrographs + Comments, 1.4 Curtius Rufus, Alexander - Non Fiction Book, Alexander's Alexandria

Recensione Libro: “Storie di Alessandro Magno. Testo latino a fronte” di Quinto Curzio Rufo

Aforismi: QUI.

English review: HERE.

Buongiorno a tutti, grazie di essere su Alessandro III di Macedonia- la tua risorsa su Alessandro Magno. Oggi vi recensisco la terza delle letture fondamentali dei “classici” su Alessandro che ancora mi mancavano da leggere e che sto finalmente recuperando. Oggi, infatti, vi parlo di:

Storie di Alessandro Magno 

testo latino a fronte

(Historie Alexandri Magni Macedonis)

di Quinto Curzio Rufo

Introduzione, traduzione e note di Giovanni Porta

Bur Rizzoli, 2005, 1214 pagg.

ISBN: 978-8817006118

Benché prive dei due libri iniziali, le Storie di Alessandro Magno costituiscono l’unica opera in latino dedicata completamente alla figura del grande Macedone e alla sua mitica spedizione in Oriente.

L’autore, che pure tratta d’un’epopea celeberrima, non è però identificabile con sicurezza, né si sa esattamente in quale periodo visse, anche se ormai gli studiosi tendono a riconoscerlo nel Quinto Curzio Rufo, cui accennano Plinio il Giovane e Tacito, che raggiunse i vertici della carriera militare e politica nella prima metà del I sec. d.C.

Le Storie di Alessandro Magno presentano la figura del protagonista con un taglio del tutto particolare. Infatti, pur conservando all’interno della narrazione una propria aura epica, dell’eroe classico il Macedone denuncia grandezze e debolezze, qualità e difetti: e lo scrittore, scandagliandone I’animo nei più intimi recessi, sa far emergere quegli elementi che, all’apparenza contrastanti, lo rendono “Magno” e al contempo umano, in una dimensione che si configura di grandezza anche se venata di terrena fragilità.

GIOVANNI PORTA ha insegnato a lungo Italiano e Latino nei licei di Pisa.

Classificazione: 5 su 5.

Reading time: dal 18 Maggio al 3 Giugno 2020.

All’inizio della mia conoscenza di Alessandro cioè ormai un bel po’ di anni fa, quando avevo letto solamente una biografia e un romanzo su di lui, credevo che leggere un autore latino che parla di un personaggio greco fosse inutile. Ma ormai da troppo tempo sapevo che avrei dovuto leggere Curzio Rufo, perché effettivamente sarebbe una delle prime letture da affrontare per conoscere e approfondire Alessandro.

Purtroppo delle Storie di Alessandro Magno sono andati perduti i primi due libri (su dieci) e altri pezzi più o meno importanti all’interno di quelli pervenuti a noi: le Storie iniziano con Alessandro già in Asia minore vittorioso dalle battaglie sulla Licia e Panfilia diretto verso Celene; mentre verso la fine manca una parte importante contenente la morte di Efestione e dei presagi che avrebbero preannunciato la scomparsa di Alessandro, perché il capitolo 5 del libro X inizia con Alessandro già sul letto di morte e una parte del capitolo precedente è andata perduta.

Ma chi fu Curzio Rufo? Quando visse esattamente? Nell’introduzione Giovanni Porta analizza la figura dell’autore, il suo contesto storico, le sue fonti, lo stile, la figura di Alessandro. Per lungo tempo gli studiosi hanno cercato di svelare il mistero sulla sua identità perché mancando i primi due libri sono andati persi anche possibili riferimenti su di lui e la sua vita, nonché la dedica della sua opera. Dall’analisi del testo la maggior parte degli studiosi è incline a pensare che è lo stesso Curzio Rufo ai vertici della carriera militare e politica nella prima metà del I sec. d.C. in età claudiana, lo stesso di cui parlano Tacito e Plinio il Giovane e scrisse tra il 40 e il 70. Un dettaglio importante che fa propendere gli studiosi verso questa scelta è che nel libro X Curzio non parla della scarsa intelligenza di Arrideo, caratteristica che lo accomuna a Claudio e che non avrebbe evidenziato proprio per non offenderlo e renderlo in difetto. Non sappiamo neppure quali furono le sue fonti ma Porta ci dice che possiamo desumerlo con lo studio e la comparazione degli altri testi. Sue fonti probabili furono Clitarco, Timagene, Tolemeo, Aristobulo e Trogo.

Quello che mi è piaciuto molto di questa lettura è che Curzio Rufo approfondisce molti episodi che altrove sono narrati in modo troppo veloce e sono davvero tanti: quando il medico Filippo salva Alessandro dopo il bagno gelido; della vicenda di Abdalonimo che da povero diventa re di Sidone; l’assedio di Tiro che è molto molto dettagliato; nel complotto di Filota Alessandro è più dispiaciuto del tradimento dell’amico che preoccupato per la sua incolumità e tutta la vicenda è descritta molto dettagliatamente, come anche l’uccisione di Parmenione; l’uccisione di Besso e la distruzione di Branchide; l’uccisione di Clito è diversa rispetto Arriano e Plutarco ma è più dettagliata; l’incidente delle navi causato dalla marea alle foci dell’Indo; la trama di Bagoa per uccidere Orsine. Curzio è inoltre molto dettagliato nell’esporre gli avvenimenti dopo la conquista della Persia e nella marcia verso l’India.

Alcuni difetti di Curzio sono che spesso traspone termini o particolari della vita latina negli usi e costumi di altri popoli e non è geograficamente corretto, ma il commento di Porta ci aiuta e ci spiega gli errori e le confusioni dell’autore. Un altro piccolo difetto di Curzio secondo me è che spesso mette in bocca il suo pensiero ai personaggi e questo lo rende non sempre affidabile perché non è facile determinare cosa è farina del suo sacco o no. Curzio poi, un po’ come Diodoro, secondo me troppo spesso affida alla Fortuna il merito dei successi e della gloria di Alessandro, ma resta lucido nel criticarlo quando esagera e quando si lascia andare preso dall’ira e dall’ubriachezza. Curzio non è l’autore che ammira Alessandro e che lo difende a spada tratta, perché più volte lo critica di difettare nell’avere un’inesauribile fame di gloria, ma quando non ci sono dubbi sul suo genio e la sua bravura militare lo riconosce, come dopo la battaglia di Gaugamela, come si comporta in modo corretto con i parenti di Dario e come solo lui sa ispirare gli uomini a lottare. Curzio rimprovera duramente il Macedone nel parlare della proskynesis infatti scrive “nella sua mente alterata” (VIII, 5, 5) e sinceramente non mi è piaciuta questa sua espressione perché non credo che Alessandro perse lucidità in quel momento. Però Curzio nel suo catalogo finale di vizi e virtù dice che Alessandro aveva: un’incredibile forza d’animo, una resistenza persino eccessiva alla fatica, un coraggio eccezionale, generosità che lo porta a concedere più di quanto si chiede agli dei, clemenza verso i vinti, costante disprezzo per la morte, una smania di gloria e di fama, devozione verso i genitori, generosità verso quasi tutti gli amici, affetto per i soldati, padronanza delle situazioni pari alla grandezza del suo animo, accortezza rara alla sua età, il dominio dei desideri smodati, la passione amorosa contenuta nel bisogno naturale, nessun piacere che non fosse tra quelli leciti. La sua propensione all’ira e la passione per il vino così come la giovinezza le ha acuite, la vecchiaia le avrebbe mitigate. Non posso che essere d’accordo con Curzio in questo catalogo di Alessandro.

Alcune assonanze che ho notato rispetto alle letture che ho già fatto sono che: come Diodoro parla dell’acqua del sole nel bosco sacro di Ammone, della lotta tra cani e leone del re Sofite e degli Ittiofagi dalle unghie lunghe. Curzio come Arriano, Plutarco e Diodoro non crede nell’avvelenamento di Alessandro, cosa che invece crede Giustino. Ci sono poi casi in cui Curzio non parla degli eventi che succedono o comunque non li spiega nel dettaglio per poi riprenderli più avanti nella sua narrazione. È il caso di quando muore Bucefalo che neanche lo nomina perché parla di un cavallo senza specificarne il nome, come se non fosse importante per Alessandro, e dice che fonda una città ma senza dirne il nome; fa riferimento alle nozze di Susa nel 324 senza parlarne dettagliatamente.

Insomma, questa è una lettura che deve certamente essere fatta per chi voglia conoscere Alessandro e possibilmente andrebbe svolta tra le prime letture. Sono molto contenta di averla compiuta e questa edizione della Bur commentata da Giovanni Porta, anche se non posso giudicare la traduzione dal latino, è ottima perché corredata da un ricco e approfondito apparato di note, con un’ampia introduzione iniziale. Non vedo l’ora di leggere i due volumi dell’edizione Mondadori Valla a cura di Atkinson perché spesso Porta riprende quel testo.

Spero di esservi stata utile, buona giornata,

2 pensieri su “Recensione Libro: “Storie di Alessandro Magno. Testo latino a fronte” di Quinto Curzio Rufo”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.