Aforismi, Altre Arti

Aforismi: Yvan Argeadi – Alessandro il Grande: Alla conquista dell’India

«Tu hai ottenuto il trono dopo l’assassinio di tuo padre, Re Filippo, e chi può dire che la mente che armò la mano del suo assassino non fosse la tua? Io e te, Re di Macedonia, non siamo diversi» mormorò con voce roca, senza ottenere alcuna risposta da parte del Sovrano «non importa quanti Regni conquisterai» continuò «su quanti troni siederai. Sovrano, Faraone, Re dei Re, sono solo titoli che non ti basteranno mai. Tu sei affamato di gloria, ma la tua corsa è destinata a finire, oh Grande Re. Non sconfiggerai mai Poro, il Re del l’India!»

«Guardate» continuò mostrando il proprio corpo cosparso di cicatrici «non c’è una sola parte di me che non abbia una ferita da spada, lancia, freccia, giavellotto, bastone. Ho combattuto al vostro fianco» urlò «sempre, ogni battaglia. Io non mangio tre volte al giorno come voi ma faccio un solo pasto al mattino per farvi restare più cibo. Ho condiviso ogni difficoltà con voi.»

«Potremmo attaccare ora, di certo non si aspettano un assalto notturno» propose Tolomeo.

«Tu saresti capace di rubare anche il cadavere del Re se morisse. Un po’ di dignità per Zeus» lo rimproverò Nearco, suscitando pensieri sconosciuti nella mente del generale.

In questo mondo o nell’altro Alessandro non smetterà mai di avanzare in sella al suo Bucefalo, spronandolo fino a che non avrà conquistato anche il sole.

«Alessandro diceva: è meglio morire giovani lasciando una fama eterna piuttosto che avere una lunga esistenza e finire nell’oblio. Ebbene concordo, ed è proprio perché ignoro quando quel momento per me giungerà che intendo lasciare un segno del mio passaggio nel mondo narrando degli eventi più epici che riguardano il condottiero macedone e proprio come lui, senza mai fermare la mia corsa.

Dopotutto non fu forse lui a desiderare che un giorno vi fosse un Omero che narrasse delle sue battaglie, alla pari del suo beniamino Achille? I miei racconti potrebbero non piacere a tutti, ma avrò messo il cuore nel tentativo di esaudire l’ultimo desiderio di un uomo inarrivabile come mai ce ne saranno altri, e sarò soddisfatto del non aver sprecato la mia esistenza e averla dedicata all’uomo che fece piangere di ammirazione anche Giulio Cesare e Napoleone.»

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