Aforismi, Altre Arti

Aforismi: Yvan Argeadi – Alessandro: l’erede di Achille

«E cosa c’è di più glorioso del riuscire laddove soltanto un semidio è riuscito prima di voi?»

«Uomini di Macedonia» iniziò «tre offerte di pace mi sono state sputate sulla faccia. Era mia intenzione prendere questa città senza combattere, i miei valorosi comandanti possono darvi conferma. Ma il nemico che abbiamo davanti non ha onore, né dignità venendo meno alla più nobile delle leggi secondo cui l’ambasciatore non porta colpa. Nicodemo, il valoroso Nicodemo, si è addentrato oltre la soglia di quella porta e ne è uscito umiliato, sfigurato, massacrato.»

«Ci chiamano barbari, ma quale barbaro giungerebbe in Asia con l’intenzione di fondare città e riappacificare popoli? Quale barbaro offrirebbe loro tre possibilità? Hanno forse loro goduto degli insegnamenti di Aristotele in persona come noi da ragazzi? Hanno mai avuto i nostri poeti, scrittori o musicisti? Sanno cosa sia l’arte? E allora mi domando chi sia più barbaro tra noi e i vigliacchi arroccati dietro quelle mura. Non lasciatevi ingannare uomini, costoro non vengono dalla magnifica Persia, che pure un giorno sarà nostra, né dal maestoso e radioso Egitto. Sono solo un popolo di serpenti che non esita a rifiutare le offerte di amicizia di un Re o a tagliare la lingua ai suoi messaggeri di pace. Allora vi dico, hanno fino ad ora avuto a che fare con la civiltà, ora mostrate loro cosa sia un vero barbaro!»

«Quel giovane conquistatore» mormorò la Regina «nell’inseguire i suoi sogni cambierà la vita di tutti, nel bene e nel male.»

«Il tuo è un sogno grandioso Alessandro, e spero possa illuminare tutti gli uomini.»

La Principessa avrebbe a lungo aspettato invano di scorgere all’orizzonte quel temerario condottiero in sella al suo nero destriero di ritorno dalle sue sanguinose avventure.

Colui che volle emulare Achille sotto le mura di Gaza e che fin da bambino sognava di lasciare ai posteri una memoria immortale pari a quella dell’eroe omerico non realizzò mai di aver superato il suo antenato in fama e gloria con le sue ininterrotte vittorie e conquiste, e che sarebbe stato ricordato nei millenni successivi come Alessandro il Grande, l’esempio supremo di tutti i condottieri apparsi dopo di lui e fonte di ispirazione per artisti e narratori.

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