08. Alexander in the Middle Ages, Humanism and Renaissance, 8.1 Texts - Critical Editions, Alexander - Non Fiction Book, Alexander's Alexandria

Recensione Libro: “La fortuna o la virtù di Alessandro Magno e il volgarizzamento di Ludovico Sandeo” di Plutarco, a cura di Valentina Gritti

Buongiorno a tutti, grazie di essere su Alessandro III di Macedonia! Oggi vi parlo di:

La fortuna o la virtù di Alessandro Magno e il volgarizzamento di Ludovico Sandeo

di Plutarco

edizione critica e commentata con la traduzione latina di Niccolò Perotti a fronte

a cura di Valentina Gritti

Editoriale Jouvence, 2020

ISBN: 978-8878017436, 358 pagg.

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La polimorfia che Alessandro Magno ha progressivamente acquistato nel Medioevo (re perfetto o debosciato, conquistatore di terre sconosciute e favolose, figura Christi o diaboli) nelle corti umanistiche, e in quella ferrarese in particolare, si ricompone pian piano nella fisionomia classica dello speculum principis: il Macedone (che possiede saggezza, moderazione, giustizia e clemenza grazie agli insegnamenti di Aristotele) diviene lo specchio del buon governo e della pietas verso i sudditi, riflettendosi secondo la mitografia estense nel proprio discendente Ercole I d’Este, a cui Ludovico Sandeo non a caso dedica il volgarizzamento di Plutarco De la fortuna o virtude de Alexandro Magno.

Plutarco (50-120 d. C. ca.) di Cheronea, in Beozia, fu scrittore e filosofo greco. Per i suoi impegni politici e la sua attività letteraria viaggiò molto, sia in Grecia sia all’estero (fu in Egitto e più volte a Roma). Oltre alle fortunatissime Vite parallele dei Greci e dei Romani, fonte d’ispirazione per molti scrittori occidentali dall’Umanesimo in poi (per esempio Montaigne, Shakespeare, Alfi eri, Goethe), compose vari opuscoli filosofici e storico-politici, raccolti insieme da Massimo Planude nel 1296 sotto il nome di Moralia, tra i quali vanno ricordate anche le due orazioni De Alexandri Magni fortuna aut virtute.

Valentina Gritti insegna Filologia umanistica e della letteratura italiana all’Università degli Studi di Ferrara. Si è occupata della tradizione dei classici e di letteratura italiana dal Quattro al primo Ottocento. Ha contribuito all’edizione nazionale di Goldoni con I puntigli domestici (2008) e ha edito criticamente vari monumenti della letteratura estense (Ariosto, La cassaria in versi, 2005 e Cinque canti, 2018; Boiardo, La pedìa de Cyro, 2014; e Spagna ferrarese, con Cristina Montagnani, 2009).

Classificazione: 4 su 5.

Reading time: dal 13 al 14 marzo 2021.

Non avevo ancora letto La fortuna o la virtù di Alessandro Magno (sebbene sia assolutamente un testo da leggere secondo me) e prima di leggere questo volgarizzamento pensavo che l’autore l’avesse stravolto per adattarlo a ciò che voleva, invece, mi sono ritrovata a leggere un testo in volgare ma si riconosce che è Plutarco, eccome – lo dico perché l’ho confrontato con l’edizione della Bompiani -.

Questa edizione di Editoriale Jouvence è curata benissimo perché un testo del genere, a meno che non si è esperti, va contestualizzato prima di passare alla lettura. L’Introduzione è molto ben fatta perché parla di come la figura di Alessandro è passata di secolo in secolo, di cultura in cultura, in forme diverse, per arrivare all’Umanesimo ferrarese in cui questo volgarizzamento venne composto. Valentina Gritti analizza poi come in quel periodo e contesto usarono le opere di Plutarco come modelli etici, per gli statisti, come connubi tra la vita attiva col mestiere delle armi e l’otium della vita contemplativa. In questo contesto Alessandro è pieno di virtù: saggio, moderato, coraggioso, giusto, nobile nel sentire, pietoso, col senso di grandezza, il buon condottiero civilizzatore dei barbari e ottimo sovrano, tutte virtù che ben si adattano al duca. Le due declamazioni plutarchee analizzano se Alessandro fu fortunato o virtuoso e la narrazione non è cronologica.

“Fruendo di entrambe le tradizioni, quella storiografica antica e quella romanza e cavalleresca, i signori estensi adottano la figura di Alessandro Magno non solo come speculum principis, ma addirittura come antenato in cui poter radicare l’immagine della propria potenza: ecco che un nuovo libello sull’eroe classico in veste di principe perfetto, per di più di Plutarco, offerto in traduzione da Ludovico Sandeo a Ercole I, gioca allora un ruolo importante nella propaganda culturale del potere estense.”

Ciò che mi affascina di Alessandro Magno in egual misura della sua vita e delle sue imprese, è la sua polimorfia perché in moltissimi, più o meno direttamente, hanno voluto ricollegarsi a lui ed è attraverso libri come questo che si fa luce su una nuova realtà in cui Alessandro, in qualche modo, è stato presente. Il giovane Ercole I d’Este a cui è dedicato questo volgarizzamento era un appassionato di Alessandro, così Sandeo gli ha dedicato questa sua traduzione dal latino di Niccolò Perotti. Alessandro è qui un filosofo sebbene non abbia scritto nulla ma ciò che fece nella vita lo rende tale, ha umanizzato i barbari e per la sua vita e la sua dottrina è un Alessandro modello per i principi.

“Lo scrittore greco di Cheronea offrirebbe, insomma, la possibilità di avere a portata di mano un buon modello cui ispirarsi grazie ad una lettura sostanziosa e nel contempo piacevole.”

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Il lavoro di Sandeo non è stato quello di stravolgere il testo: pensavo di ritrovarmi a leggere un testo di Plutarco irriconoscibile o quasi dall’originale, invece Sandeo l’ha revisionato predisponendolo per una declamazione orale, dai toni aulici e parlato nella prima persona plurale per meglio coinvolgere il pubblico, con smussati o accentuati termini e contenuti che potevano essere male interpretati. La lettura del testo volgare è interessante e particolare perché non è una cosa da tutti i giorni e le note ci aiutano in praticamente ogni riga. Dell’originale di questo testo resta l’unica copia conservata nella Biblioteca Estense Universitaria di Modena.

Non sono esperta per niente di questo argomento, di volgarizzamenti dei testi e di filologia, ma il lavoro fatto dalla professoressa Gritti è impeccabile: spiega e commenta tutto, analizza il testo originale e propone un’analisi plausibile della copia latina di Perotti usata da Sandeo. Gritti analizza la lingua usata e ci spiega anche le scelte che ha fatto per questa edizione. Non posso analizzare o pronunciarmi sul lavoro fatto dalla professoressa Gritti perché non ne ho le conoscenze, ma posso dirvi che quest’edizione è ottima perché a un prezzo accessibile (26 €) possiamo leggere questa versione del testo plutarcheo accompagnata da un’ampia introduzione, bibliografia e commento. Anche i non esperti come me possono leggere e apprezzare questa versione de La fortuna o la virtù proprio grazie al lavoro preciso, puntuale e dettagliato della Gritti. Il testo di Sandeo si presenta con il testo latino a fronte di Niccolò Perotti e un ampio apparato di note a piè pagina e, se non bastassero, dopo il testo ci sono anche vari indici tra cui quello delle parole annotate, cioè una specie di dizionario volgare-italiano! Trovate tutti i contenuti nella fotografia qui sotto!

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Non posso non consigliarvi di leggere questo testo di Plutarco in questa “veste” volgare perché apprezzerete il testo e leggerete come Alessandro è stato ripreso e adattato nei vari tempi, di come è stato criticato e amato. Letture come queste sono affascinanti per me. Se solo ne uscissero di più di testi come questo! Forse sono esagerata, ma veramente li leggerei tutti perché è meraviglioso come un uomo vissuto 33 anni abbia influenzato così profondamente uomini e culture dopo di lui. In una parola: affascinante. Trovate questo interessante testo nella versione cartacea sul sito di Editoriale Jouvence e in ogni libreria fisica e on-line! A QUESTO LINK trovate, invece, alcuni aforismi e chi vuole può andare a confrontarli con le edizioni in italiano del testo plutarcheo.

Posso solo sperare che usciranno altri testi come questo perché hanno grande valore culturale oltre che essere interessanti e particolari e ottime aggiunte alle Alessandrografie dei più appassionati!

Grazie a tutti,

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