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Recensione: “Alessandro Magno e i prescelti venuti dal futuro” (2014) di Davide Fresi

Buongiorno a tutti, Buona Pasqua a voi e ai vostri cari! Grazie di essere su Alessandro III di Macedonia! Oggi vi parlo della prima edizione del libro di Davide Fresi, l’edizione uscita nel 2014! Vi ricordo che di questo libro è uscita un’edizione nuova nel 2021 che trovate recensita QUI.

Alessandro Magno e i prescelti venuti dal futuro

di Davide Fresi

YouCanPrint Self-Publishing, 2014

ISBN: 978-8891141415, 252 pagg.

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Nel 2065 d.C. due individui di nazionalità statunitense vengono accuratamente prescelti per essere i protagonisti del primo viaggio nel tempo della storia. Essi vengono catapultati nella Grecia del IV secolo a.C.
L’idea della storia raccontata trae origine dalla suggestione che ha spesso avvinto coloro i quali, durante il periodo scolastico, si sono applicati nello studio dell’Età classica e in particolare delle gesta di Alessandro il Grande: quali sarebbero stati gli sviluppi degli avvenimenti se il sovrano macedone non fosse morto nel fiore della sua giovinezza a Babilonia e avesse conquistato anche Roma? Quali implicazioni storiche avrebbe comportato l’irrompere anche in Occidente del figlio di Filippo?
La prima parte degli avvenimenti presentati ai lettori ricalcano fedelmente i discorsi, le gesta, le battaglie, le imprese, le disavventure attribuite dagli storici ad Alessandro il Macedone, con la sovrapposizione però degli interventi operati in quel contesto dai due personaggi proiettati mirabilmente nel IV secolo a.C. Tuttavia Patrick e James, il medico e il marine inviati indietro nel tempo, ad un certo punto del racconto agiscono in maniera tale da cambiare indelebilmente il volto della storia da come senza il loro intervento si sarebbe sviluppato.

Davide Fresi è nato a Sassari nel 1977. Si è laureato in Lettere Classiche indirizzo archeologico presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari.

Classificazione: 4 su 5.

Reading time: dal 30 marzo al 3 aprile 2021.

Vi ricordo che c’è un’edizione nuova di questo libro, edizione che trovate RECENSITA QUI.

Come posso dirlo? Prendete tutto quello che non mi era piaciuto della nuova edizione, toglietelo e avrete questa del 2014. Mi dispiace dirlo perchè questa edizione è difficilmente trovabile (sinceramente non so se sia ancora reperibile da qualche parte perché io la acquistai nell’agosto del 2018) ma secondo me è superiore a quella nuova. Vi spiego meglio perché.

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Vecchia e nuova edizione a confronto.

Alessandro Magno e i prescelti venuti dal futuro è sempre un fantasy storico ucronico, ma questa edizione anche se non è graficamente accattivante come l’altra, specialmente la copertina, alla fine non ha importanza perché la storia secondo me è migliore. Il testo presenta qualche errorino in più, ma la storia è sensibilmente diversa. L’autore conosce Alessandro e si vede, ma qui ha inserito delle citazioni degli autori antichi che ben si prestano alla scena in cui sono inserite. Fresi ha inoltre inquadrato la missione dei due prescelti venuti dal futuro perché prima del loro viaggio è presente un’introduzione con gli antefatti che portarono alla decisione di sviluppare il progetto di un viaggio nel tempo. Si accenna qualche volta a degli eventi che sono successi al tempo dei prescelti che portarono tutta l’umanità alla conversione al Cristianesimo e sarebbe stato bello se fossero spiegati un po’ meglio perché restano un po’ troppo fumosi. La missione dei due prescelti ha qui un nome, mentre nella stesura successiva non c’è. Là veniamo catapultati direttamente nel passato insieme a Patrick e James, qui assistiamo anche ai loro ultimi preparativi prima del viaggio e abbiamo anche un antefatto con un narratore sconosciuto che verrà ripreso nel libro e alla fine. Inoltre fin da subito capiamo che tra i due prescelti uno resterà sullo sfondo di proposito e deciderà più che altro di fare da spalla all’altro.

Il libro inizia con uno straordinario ritrovamento nel 2085 e un misterioso narratore ci racconta dei protagonisti, Patrick e James, il primo un medico il secondo un militare, che grazie a un viaggio nel tempo dal 2065 d.C. vanno indietro fino all’Atende del 335 a.C., quando Alessandro stava domando le rivolte greche prima di partire per la spedizione asiatica. Scopo dei due è incontrare e legarsi ad Aristotele per poi usarlo per arrivare infine ad Alessandro. Fin dall’inizio si capisce che i prescelti vogliono far conoscere ad Aristotele e ad Alessandro la religione cattolica per cambiare il futuro, per renderlo migliore, influenzando quelle due persone cardine che con il loro pensiero e il loro operato potrebbero fare la differenza. I due prescelti riusciranno piano piano ad avvicinarsi ad Alessandro, a parlare e a svelargli con cautela i passi da gigante che compirà la scienza e lo seguiranno, insieme al curioso e assetato di conoscenza Aristotele, nella sua conquista asiatica.

La missione dei prescelti è evangelizzatrice e la loro visione è parecchio di parte perché parlano di tutto il bene che promette la religione, del bello che c’è nel mondo, ma danno una visione medievale della religione, opprimente, fatta da precetti da seguire per paura dei castighi e delle punizioni. Tutto il bello che è successo nel mondo è grazie alla religione e alle possibilità che ci ha dato Dio, la scienza in sè e per sè, slegata dalla religione non viene nominata, come non vengono nominate le Crociate, con cui la Chiesa non ne esce bene. Questo Alessandro non può saperlo, ma noi lettori ci vediamo un tentantivo di evangelizzare la Storia prima di quando avvenne veramente. I prescelti anche qui come nella seconda edizione, spesso si meravigliano della cocciutaggine di Alessandro, della sua convinzione a credere negli dei, negli oracoli e quant’altro, parlano di un “incrollabile muro di ignoranza eretto dal sovrano” (pag. 188) ma, se si sono preparati sulla cultura del tempo, come dicono di aver fatto, dovrebbero essere meno sorpresi. Questa presenza della religione potrebbe non piacere a tutti ed è un peccato che leggendo la trama del libro non si capisca.

L’influenza dei prescelti si vede anche in altri fatti che, grazie a loro, non sono avvenuti: dopo essere stato all’oracolo di Ammone Alessandro non si è fatto chiamare figlio del dio, non ha preteso la proskynesis e non ha bruciato Persepoli, ma il vero punto di svolta si ha quando Alessandro viene convinto da Patrick a non uccidere Filota e Parmenione nella congiura di Dimno. Alessandro, sebbene consapevole che questa decisione gli si sarebbe potuta ritorcere contro, concede la grazia a padre e figlio, grande differenza rispetto alla realtà perché sappiamo che Alessandro era intransigente in questi casi, pretendeva vendetta.

Il nuovo futuro prende il via definitivamente da qui perché Parmenione riuscirà a scappare dalla sua prigionia, andrà in Macedonia da Antipatro a chiedergli aiuto ma, dietro il rifiuto del reggente macedone, rapisce Olimpiade e invade l’Italia. Dopo una serie di vicende e battaglie, Parmenione si dichiara re dei romani. Alessandro decide così di abbandonare la conquista a oriente e dalla Drangiana torna indietro per riprendere il controllo della situazione con Parmenione. Quando Alessandro arriva in Italia, con la sua forza soverchiante vince e cattura Parmenione e libera Olimpiade.

Le parti che nella nuova edizione non mi erano piaciute, cioè vedere un Alessandro che si lascia convincere da Efestione a farlo agire contro Parmenione mentre lui aspetta e leggere dei supplicanti Patrick e Olimpiade, qui non ci sono. Sì, Efestione ha così meno importanza ma la storia migliora molto! Qui inoltre viene nominato Alessandro il Molosso che morì in Magna Grecia. La follia delirante di Parmenione una volta dichiaratosi re di Roma qui non c’è, si parla solo dell’invasione e delle battaglie di Parmenione per conquistare l’Italia. Alessandro, una volta sconfitto Parmenione si fa promotore della ricostruzione di Roma, così il suo nome potrà venire accostato anche a quello di Enea. Leggere di un Alessandro inquieto prima del duello con Parmenione, ci sta: tutte le rivelazioni di Patrick gli hanno dato dei dubbi a cui si aggiungono gli indovini che lo sconsigliarono di combattere a duello (riprende un po’ quanto avvenne veramente che gli sconsigliarono di entrare a Babilionia). L’inquietudine di Alessandro è condivisa anche da Patrick e Olimpiade, ma non arrivano a implorare Parmenione di non combattersi come nell’edizione del 2021. Il duello finale si svolgerà anche qui in un’arena però qui c’è anche il bel parallelismo tra Alessandro e Parmenione con Achille ed Ettore. A pagina 234 c’è un errore perché si dice che gli spettatori si sorpresero di vedere così vulnerabile quel re che avevano imparato a considerare come il figlio prediletto di Zeus, ma qui Alessandro grazie all’influenza di Patrick e James non si considerava figlio del dio dopo aver visitato l’oracolo di Ammone. La parte finale sugli ultimi anni di vita di Patrick con la conclusione del narratore sconosciuto è un bel modo – migliore, secondo me – di chiudere e dare un senso al libro.

I personaggi sono abbastanza delineati, anche se una maggiore introspezione o delle parti dialogate sulla semplice vita quotidiana e non solo di filosofia e religione avrebbero permesso ai prescelti di interfacciarsi di più con i personaggi antichi. L’autore inserisce anche degli stralci del diario tenuto da Patrick però è un peccato che abbia usato poco questo escamotage, all’inizio per farci empatizzare con i due protagonisti che si ritrovano in questo mondo “nuovo” e alla fine.

Questo libro mi è piaciuto e molto: la scrittura è coinvolgente e scorrevole; il rapporto che i due prescelti instaurano con Alessandro e Aristotele è bello perché piano piano gli spiegano come la religione cristiana prenderà piede nel mondo, gli svelano moltissime conoscenze che saranno apprese dopo, gli anticipano molte scoperte rivoluzionarie.
Patrick e James sperimentano quello su cui molti di noi sognano e fantasticano: incontrare forse il più grande filosofo di tutti i tempi e il più grande conquistatore, poter parlare e diventare persino loro amico fidato. Alessandro ha una mente curiosa, come una spugna non si accontenta mai di quanto gli viene svelato ma vorrebbe sapere di più, fa sempre domande e questo suo lato del carattere mi piace perché era così.

Dal mio punto di vista questa edizione presenta due profondi cambiamenti. Uno: qui manca totalmente Markos e tutte le vicende a lui collegate. Si sente la sua mancanza? No. Due: questa edizione, a differenza dell’altra, è molto più descrittiva della vita e degli usi e costumi dell’antichità, il che rende agevole e curioso a qualsiasi genere di lettore conoscere molti dettagli.

Consiglio questa lettura agli appassionati di Alessandro Magno e non, perché non richiede conoscenze particolari su Alessandro per leggerlo, anzi l’autore ci dice anche cosa avvenne nella realtà in date situazioni e le parti in cui Fresi inserisce dettagli sulla vita quotidiana del tempo sono molto belle. Purtroppo però questa edizione non è l’ultima, quella uscita poco tempo fa. Non so cosa abbia spinto l’autore ad apportare così profondi cambiamenti ma, se da una parte sono contenta di aver letto prima la versione del 2021 e poi questa del 2014 che ritengo superiore, dall’altra mi dispiace per chi preferirebbe leggere questa versione ma non riesce a trovarla.

In conclusione sono contenta di aver letto prima l’edizione del 2021 e poi questa del 2014 perché prima ho letto un libro che mi è piaciuto e poi l’ho riletto in una versione che ho preferito. Confermo quanto detto già nell’altra recensione: Fresi è un autore che terrò d’occhio e spero che scriverà ancora qualcosa su Alessandro!

Aforismi:

-In realtà, tu hai un estremo bisogno di qualcuno che ti illumini al fine di imparare ad esercitare saggiamente il potere che Dio ti ha concesso.-
-E siete forse voi i mediatori fra gli dèi e me?-
-Non abbiamo quella presunzione. Piuttosto potremmo semplicemente fungere da lucerne che abbattano l’oscurità tenebrosa che opprime la coscienza dei popoli contemporanei. Forse però, illudendo noi stessi, coltiviamo un’ambizione troppo al di sopra delle nostre misere forze.-

Ora Olimpiade, nella solitudine della prigionia, ripensava con speranza alla promessa che Alessandro le aveva fatto in occasione della partenza per la campagna militare contro Dario: “quando ritornerò sarò l’unico sovrano di un regno vasto quanto mai nessun altro prima. Il mio nome diverrà immortale e resterà per sempre scritto nel libro della storia. E le generazioni a venire, a ricordo delle imprese compiute, accompagneranno il mio nome con l’aggettivo il Grande”.

Grazie a tutti, Buona Pasqua,

2 pensieri su “Recensione: “Alessandro Magno e i prescelti venuti dal futuro” (2014) di Davide Fresi”

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