02. Monographs on Alexander, 2.08 Death, Aforismi, Alexander - Non Fiction Book, Alexander's Alexandria, Altre Arti

Recensione: “La piccola morte di Alessandro il Grande. La fine di un eroe tra storia e mito” di Ernesto Damiani

Buongiorno a tutti, grazie di essere su Alessandro III di Macedonia! Oggi vi parlo di una lettura molto molto interessante e “bella” perché esposta e trattata molto bene, non per il tema trattato che è triste perché prematuro. Oggi vi parlo de:

La piccola morte di Alessandro il Grande. La fine di un eroe tra storia e mito

di Ernesto Damiani

Marsilio Editori, 2012

ISBN: 978-8831711630, 168 pp.

https://64.media.tumblr.com/7e74bd3308874f01ce60bd5b92492482/a26cf820965133d7-4f/s2048x3072/b4d668c7a2b6eb5b940c8a42a9242ae96f6dc07c.jpg

Secondo la vox populi, la morte di Alessandro Magno continua a essere un mistero. Ma è veramente tale, o questa percezione non è piuttosto il risultato di una pubblicistica pseudostorica che, spesso e volentieri, privilegia le ipotesi più clamorose e quindi più vendibili, a scapito di verità magari più banali, ma anche più scientifiche come una malattia? In questo libro l’autore ha investigato il problema delle cause della morte del grande sovrano macedone, analizzando sia le fonti antiche che la letteratura medico-scientifica recente. Il risultato è uno studio che esamina con la lente d’ingrandimento gli ultimi giorni di vita di Alessandro senza nulla concedere al sensazionalismo e alla tentazione di ricostruzioni fantasiose, ma sempre attenendosi al piano della scienza. Il libro, scritto con un linguaggio scientifico semplice ma non semplicistico, è accompagnato da un apparato documentario inteso a fornire al lettore gli strumenti necessari per potere decidere autonomamente quale ipotesi diagnostica sia la più corrispondente alle fonti antiche. L’ipotesi clinica qui proposta dall’autore riporta finalmente il problema della morte di Alessandro dalla mitologia all’ambito più corretto delle scienze storico-mediche.

Ernesto Damiani (1955) è medico, specialista in Neurologia e professore associato di Fisiopatologia generale presso l’Università di Padova. In campo biomedico ha pubblicato per i tipi della Cleup Appunti di Fisiopatologia per gli studenti di Medicina. In ambito storico – militare ha publicato Ci riconosceremo sempre fratelli (2004) e In guerra con Napoleone (2006) (Nordpress edizioni), mentre nel 2010 ha curato l’edizione delle memorie del generale Carlo Zucchi, Per l’Italia e per Napoleone (Edizioni del Confine).

Classificazione: 5 su 5.

Reading time: dal 28 maggio al 1° giugno 2021.

Il dottor Damiani è un medico neurologo interessato e appassionato di storia e in questo suo libro, che secondo me è un piccolo gioiello ci espone chiaramente, senza fronzoli o abbellimenti, qual è secondo lui la vera causa di morte di Alessandro. Niente avvelenamento o intossicazione da alcool, la prima è un’ipotesi romanzata, l’altra non è plausibile per una serie di motivi. Damiani ci dice che molto probabilmente il Grande Alessandro morì molto probabilmente di tifo addominale causato dal batterio della Salmonella typhi. Non può esservi certezza dato che mancando il corpo non si sono potuti eseguire test, ma è possibile avere un buon grado di probabilità su quanto affermato. Per arrivare a questa conclusione Damiani considera i due autori più fededegni, Arriano e Plutarco perchè entrambi si basano sulle Effemeridi di Eumene e Diodoto d’Eritrea, mentre non considera quanto riportato da Diodoro, Giustino e Curzio Rufo perché i primi due insieme a Clitarco fanno parte della vulgata, quindi non sono storicamente attendibili e spesso le loro versioni della malattia di Alessandro sono incompatibili. Questa distinzione è propria anche degli storici più attenti alle fonti.

Damiani riflette anche come nell’ultimo secolo, nonostante la medicina moderna sia avanzata moltissimo rispetto a prima, si siano avanzate molte cause di morte del grande Condottiero. Questo potrebbe essere un problema perché la medicina moderna dovrebbe avere lo stesso livello di conoscenza, la stessa metodologia, produrre le stesse diagnosi in ogni parte del mondo. Nel nostro caso non è così perché molti hanno avanzato ipotesi di morte di Alessandro senza aver fatto riferimento alle fonti più importanti.

Il dott. Damiani ci spiega poi in modo esteso e particolareggiato i sintomi del tifo addominale: la febbre con oscillazioni ascendenti (curva di Wunderlich) è diversa da quella remissiva e intermittente tipica della malaria che porta a sintomi come brividi o sudorazione che Alessandro non ebbe. Nel tifo addominale la laringite (infiammazione alle corde vocali che porta all’afonia) è parte del quadro clinico, come lo è anche lo stupor (alterazione del sensorio che può essere recuperato con stimoli). Alessandro morì per uno shock endotossico/settico causato dall’insufficienza multiorgano dovuto alla stagnazione del sangue nei capillari. [Mi scuso se ci sono errori o imprecisioni in questa parte. Ogni errore qui presente è mio e solo mio e non è parte del libro del dott. Damiani.] Anche l’osservazione di Plutarco che il corpo di Alessandro non si decompone non è riconducibile al fatto che egli fosse in coma e quindi ancora clinicamente vivo, ma perché in Iraq c’era un grande caldo, secco, informazione anche riportata da Curzio Rufo. Damiani concorda con Chugg nel fatto che Alessandro difficilmente si sarebbe infettato dall’acqua contaminata da feci umane perché diversamente che in altri casi come al ritorno dall’India tra il 325-324, in questo caso non vi furono altri malati di questa pestilenza, ma a Chugg sfugge che il tifo addominale può infettare anche una persona sola. Damiani analizza poi gli articoli scientifici che danno come causa di morte più probabile proprio il tifo addominale.

L’autore propone poi delle diagnosi differenziali che sono state fatte nel corso della storia: l’ipotesi dell’avvelenamento, o la morte per cause naturali, sono state avanzate dalla propaganda degli storici bizantini dell’XI-XII secolo. Tra gli storici contemporanei Bosworth è il capofila tra i sostenitori della tesi dell’avvelenamento. Alcuni autori pensano all’avvelenamento da stricnina (ha effetti molto simili al tetano) ma secondo me alcune ipotesi non hanno senso perché vanno a cercare cause estremamente improbabili oppure postulano troppi se. Per Damiani la spiegazione è chiara, non fanno riferimento alle fonti. Un’altra ipotesi differenziale che Damiani ci propone è quella della malaria e ci fornisce tutte le informazioni per farci un’opinione nostra: ne spiega l’origine, la diffusione, le tipologie, gli effetti. In sette punti poi confuta l’opinione di Chugg il quale la ritiene come causa di morte di Alessandro e in altri tre punti Damiani ci dice quali sarebbero state le sfortune di Alessandro se fosse morto di malaria. Come vi dicevo prima, troppi “se” e troppi “ma”. Non ho ancora letto il libro di Chugg in questione e prima o poi lo leggerò, ma egli sostiene che Alessandro morì di malaria del tipo Plasmodium Falciparum. Damiani parla poi del caso Littré, che per un po’ di tempo fu ritenuto il padre della tesi della morte di Alessandro di febbre palustre, ma l’autore del testo ci spiega perché in realtà è grazie a lui che questa tesi prese piede ma venne avanzata già prima.

Altre diagnosi differenziali con meno probabilità ma con importanza storica sono le complicanze per l’uso e l’assunzione di alcool, l’encefalite del Nilo occidentale, la leucemia, che Damiani analizza tutte singolarmente.

Damiani riporta poi un’interessante indagine condotta tra il settembre 2010 e febbraio 2011 su un campione di 98 medici:

Se si fanno leggere ai medici i resoconti di Plutarco e di Arriano relativi alla morte di Alessandro, il consenso sulla possibilità di avanzare un’ipotesi diagnostica da ricercarsi nel campo delle malattie infettive è quasi unanime. Nell’ambito delle malattie infettive, il tifo addominale e la malaria da P. falciparum sono ritenute le diagnosi più plausibili. Quindi, l’ipotesi di partenza – che l’elevato grado di confusione sulle cause di morte di Alessandro sia da ricondursi principalmente al mancato o cattivo utilizzo delle fonti primarie – ne esce pienamente confermata.

Ai medici che restarono anonimi venne sottoposto il caso di un comandante dell’esercito morto in Iraq e l’anamnesi venne tradotta in termini moderni per non influenzarli:

Maschio, 32 anni, nativo dell’Europa sud-orientale. Il padre, greco, è deceduto di morte violenta. La madre, balcanica, è vivente e apparentemente in buona salute. Un fratellastro presenta possibili problemi mentali.
Non esiste alcuna indicazione che il paziente abbia sofferto di malattie significative durante l’infanzia e la giovinezza.
È stato sposato due volte, è bisessuale. Un partner è morto circa 6-12 mesi prima, dopo qualche giorno di malattia con sintomi febbrili.
Il paziente è in buone condizioni fisiche e in stato di buona nutrizione. Fa uso abbondante, anche se in modo intermittente, di vino diluito con acqua.
Il paziente è veterano di guerra. Ha al suo attivo 15 anni di campagne militari, seppure in maniera discontinua. Attualmente è in servizio militare attivo, nel ruolo di comandante in capo. Negli ultimi 10 anni ha viaggiato estensivamente con l’esercito attraverso il Vicino Oriente, tra Mediterraneo e le frontiere dell’India.
Circa dieci anni or sono, ha ricevuto un colpo alla testa in combattimento, senza tuttavia cadere a terra o avere perdita di coscienza. Circa 6 anni or sono, sempre durante un combattimento, è stato colpito violentemente da una pietra al collo e alla testa, senza apparenti conseguenze. Infine, due anni e mezzo fa, il paziente ha ricevuto una ferita penetrante al torace destro con possibile emopneumotorace e significativa emorragia. Dopo avere recuperato, non ha denunciato problemi di mobilità, come dimostra il fatto che ha viaggiato dalle frontiere dell’India fino all’Iraq e ha condotto un’esistenza normale fino all’insorgenza della malattia.
Il paziente non ha denunciato disturbi fino all’insorgenza della presente malattia alla fine del mese di maggio, mentre stazionava a Camp B., in Iraq, non in zona di operazioni, circa 70 km a sud di Baghdad e circa 30 km a est di Kerbala. Il campo è attrezzato con latrine non collegate a impianto fognario. L’approvvigionamento d’acqua dipende dal fiume Eufrate.

Anamnesi

Con questi dati aggiuntivi la tesi di Damiani ha ulteriore fondamento:

In definitiva, da quanto riportato in precedenza, penso sia possibile concludere che la morte di Alessandro Magno resta un mistero solo per chi vuole continuare a considerarlo tale, oppure per chi continua a pensare che la morte per malattia sia una fine troppo banale per un eroe di tale statura. L’ipotesi che personaggio dell’importanza del sovrano macedone siano stati assassinati con il pugnale o con il veleno è certamente più romantica e clamorosa, e anche più vendibile editorialmente, di quella della morte per una banale malattia qual è il tifo addominale.

Nell’ambito delle malattie infettive, le due ipotesi considerate più probabili sono il tifo addominale e la malaria terzana maligna. A questo proposito, credo sia equo concludere che una diagnosi di certezza non potrà mai essere raggiunta, in assenza dei dati laboratoristici e della perizia necroscopica.
Un’altra conclusione che mi pare emerga indiscutibile dalla metanalisi dei dati riportati è che la versione popolare che Alessandro sia morto avvelenato non trova alcun consenso nella letteratura scientifica a carattere medico, così come trova scarsissima condivisione tra gli storici. In verità, questa è communis opinio solo della letteratura romanzata pseudostorica su Alessandro.

Questo piccolo libro del dottor Damiani secondo me è una lettura fondamentale a chi voglia scoprire quella che fu molto probabilmente la causa della morte di Alessandro. La ricerca di Damiani è documentatissima: con fonti mediche scientifiche sulla morte di Alessandro e considerando i due autori maggiormente fededegni, Plutarco e Arriano. Il libro è arricchito da grafici, tabelle, mappe e appendici. L’appendice al capitolo 1 riporta la bibliografia medica dal 1900 al 2010 sulla morte di Alessandro e riporta ben 76 articoli che spero di riuscire a trovare tutti perché piano piano voglio leggerli. Vorrei anche riuscire a trovare l’indagine sottoposta ai 98 medici e poterla leggere.

Visto che tra qualche giorno ricorrerà la morte di Alessandro, adesso voglio leggere anche il libro del dott. Caremani per vedere quali sono, se ci sono, le differenze tra i due, ma la tesi di Damiani mi sembra molto convincente. Lettura importantissima per ogni appassionato di Alessandro e anche per i curiosi sulle morti dei grandi personaggi della storia perché non è un libro biografico su Alessandro ma parla appunto della sua morte. A tal proposito posso infine affermare che sono sollevata e contenta che la maggior parte dei medici ritenga che Alessandro non venne avvelenato dai suoi amici e generali perché vista la considerazione e l’importanza che loro avevano per lui sarebbe stato meschino, mentre invece la causa dell’alcolismo credo sia un modo per renderlo un ubriacone, per far credere alla persona normale e al pubblico generale che il grande Alessandro fu in realtà un alcolizzato. Invece mi piace pensare che, nonostante la sua grandezza e nonostante il fatto che fu una delle persone più importanti della Storia, nonostante per propaganda volle farsi considerare figlio di un dio, in realtà era un comune mortale morto di una malattia causata da un batterio molto diffuso in quelle zone.

Bello, da leggere assolutamente per gli appassionati di Alessandro!

Indice:

7 Premessa
LA PICCOLA MORTE DI ALESSANDRO IL GRANDE
11 La morte di Alessandro Magno: ancora un mistero?
25 La morte di Alessandro Magno nella narrazione di Plutarco e Arriano: una possibile ipotesi diagnostica
47 Le possibili diagnosi differenziali: l’avvelenamento
85 Le possibili diagnosi differenziali: la malaria
135 Le altre diagnosi differenziali
149 Un approccio di ricerca
163 Conclusioni

Grazie a tutti, buona giornata e buon week-end,

3 pensieri su “Recensione: “La piccola morte di Alessandro il Grande. La fine di un eroe tra storia e mito” di Ernesto Damiani”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.