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Recensione: “Ai confini del mondo” di Roberto Bombassei

Buongiorno a tutti, grazie di essere su Alessandro III di Macedonia! Oggi vi parlo di un libretto di cui avrei voluto parlarvi un po’ prima, ma eventi non dipendenti da me hanno fatto si che ne parlassi solo oggi, circa 5 mesi dopo. Ma ora parliamo del libro!

Ai confini del mondo

di Roberto Bombassei

Lulu.com, 2021

ISBN: 978-1716180187, 49 pagg.

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Eroe, conquistatore, divino. Alessandro III di Macedonia, meglio conosciuto come Alessandro Magno, racconta la sua storia in questa incredibile intervista immaginaria.

Classificazione: 1.5 su 5.

Reading time: l’8 luglio 2021.

Dopo la lettura di questo libretto mi sorge spontaneo chiedermi se l’autore abbia riletto il testo almeno una volta prima di mandarlo in stampa. Il libro, se così si può definire, è strapieno di errori di ogni genere e tipo. Non so da dove iniziare, ma proverò a fare un elenco:

  • ci sono due capitoli 1, quando il primo credo sarebbe dovuto essere il prologo; dal capitolo 6 in avanti i numeri dei capitoli sono scritti in lettere mentre prima erano in cifre;
  • nel primo capitolo 1 l’autore riporta due citazioni, una in latino e l’altra in greco, entrambe riportate male; anche il titolo del secondo capitolo 1 è scritto male “dov’e sei?”;
  • l’autore riporta svariati nomi scritti nel modo sbagliato: “Due El Karnayn” invece di Dhu al-Qarnayn; Afghanistan senza acca, “Erocle”, “Aristotole”, Pascoli in minuscolo e altri nomi propri con la prima lettera in minuscolo, “Leronimo” di Cardia, “Pedicca”, “colicisti”, nello scrivere a.C. la c di Cristo è minuscola, oracolo di “Amun”;
  • molti, se non la stragrande maggioranza, dei verbi al passato remoto non hanno l’accento. Il problema è che scrivere “mori” al posto di morì fa cambiare totalmente senso alla frase. Un adulto ovviamente lo capisce che si tratta di un errore, ma se lo leggesse un bambino della Primaria non capirebbe il senso della frase;
  • l’autore con accenti e virgole fa molti errori, perché piazza le virgole in mezzo a due parole (“Davanti , la kline”) oppure prima della parola che la segue (“simposio ,non”) oppure “aspettava ,sdraiato,su”;
  • degli errori ci sono anche nello spezzare alcune parole uniche: trentatrè va scritto tutto attaccato e con l’accento, ma anche ventitrè e diciassettemila. Ci sono poi lettere minuscole dopo il punto e maiuscole dove non vanno, spazi ripetuti, sbagli di concordanza di numero nella frase (“in tutte le direzione dell’impero”) e altri errori, tipo “spostarsi” al posto di spostarmi e altri ancora;
  • nella descrizione del carro funebre di Alessandro ripresa da Diodoro c’è un pezzo di frase tutto in maiuscolo ma non capisco il motivo;
  • ci sono ripetizioni ed errori nel testo che con una rilettura sarebbero stati visti e tolti. Nell’epilogo c’è un “Zeus” scritto con carattere diverso e più piccolo e l’ultima frase è in un font diverso ma l’uso del carattere diverso c’è anche nel capitolo 8.

Per essere un testo di 49 pagine scrittto a caratteri grandi è bello pieno di errori e refusi. Ci sono poi altri elementi che secondo me non vanno bene, a livello di trama e di scelte dell’autore:

  • nel secondo capitolo 1 l’autore afferma che il corpo di Alessandro si mantenne intatto senza segni di decomposizione nonostante l’estate calda e umida di Babilonia. Questo è un errore perché era sì calda ma di un caldo secco;
  • ci sono anche degli anacronismi storici. Alessandro parlando col suo intervistatore che viaggia nel tempo gli dice che è nato “attorno al 20 o 21 luglio del356 a.c.” (notate anche qui gli errori). Se a parlare è direttamente Alessandro, egli non può avere incertezze sulla sua data di nascita. L’autore deve in questo caso decidere se farlo nascere il 20 o il 21. Come l’autore qualche pagina prima ha deciso che Alessandro bevve la coppa di Eracle – cosa non certa, perché Plutarco nella Vita di Alessandro dice che non l’ha bevuta – qui avrebbe dovuto decidere lui. Ma soprattutto, Alessandro avrebbe parlato di luglio o piuttosto di ecatombeone e avrebbe mai usato l’espressione “avanti Cristo” se un Cristo non era ancora venuto?
  • Alessandro nel capitolo 5 dice che scelse come suo maestro Aristotele, ma non è vero, lo decise Filippo.
  • Nell’epilogo Bombassei riporta dell’autocontrollo di Alessandro per i piaceri della carne “in contrasto con la sua difficoltà nel porsi limiti quando invece si trattava di alcolici.” frase che non condivido.

Al di là di questi (molti) errori che rendono ostica la lettura del testo, anche la trama mi sembra troppo abbozzata. I primi due capitoli parlano della mitologia e della morte-tomba di Alessandro. Dal terzo capitolo che nel testo è il capitolo 2, il viaggiatore del tempo era atteso da Alessandro e ottiene udienza da lui. Ma chi è questo viaggiatore? Da dove arriva? Come fa ad arrivare? Come fa Alessandro a sapere del suo arrivo? Semplicemente, arriva e inizia questa improbabile intervista ad Alessandro. Dico improbabile non perché non mi piaccia l’idea, anzi non è male, ma è sviluppata male. Dalla tomba visitata dagli imperatori romani si passa all’arrivo di questo anonimo viaggiatore al cospetto di Alessandro. Ad un certo punto dell’intervista Alessandro dice che volle essere sepolto ad Alessandria e dà al viaggiatore dei consigli sul nostro tempo, ma allora quest’intervista viene fatta a un Alessandro morto e onniscente? Forse ci troviamo in un sogno? Il nostro tempo qual è? Lo deduciamo noi pensando che il viaggiatore sia Bombassei stesso, ma è giusto? L’epilogo riprende il racconto sulla mitologia di Alessadro e tira le somme della sua storia. Ma il racconto del viaggiatore che fine ha fatto? L’autore ha scritto altre interviste a personaggi famosi, quindi questa è una lettura indipendente o molte cose vengono tralasciate per evitare ripetizioni essendo questo un volume successivo a un altro?

Un’altra annotazione che mi sento di fare, ma che è soggettiva e, quindi, condivisibile o meno, è che il viaggiatore e Alessandro si rivolgono tra di loro usando il “lei”. Il lei è una forma di cortesia, una costruzione italo-latina che prima di tutto è inesistente in inglese, ma secondo me totalmente fuori luogo nella corte di Alessandro. Ok che è un modo per farci capire che tra i due c’è rispetto (cosa che si poteva far capire diversamente a mio avviso) e che il tardo Alessandro aveva forme di assolutismo e di imperialismo che gli erano estranee alla partenza dalla Macedonia, ma è anche vero che tra i macedoni esisteva comunque il clima di amicizia e fraternità tra il re e i suoi più fedeli e vicini compagni. Che i due si rivolgano tra di loro dandosi del “lei” mi sembra che crei un distacco tra di loro e che complichino l’avvicinarsi alla vicenda, già di per sé stringata fino all’osso di spiegazioni e di inquadramento temporale.

A ben vedere anche la bibliografia è scritta male. La prima voce è la Bibliotheca historica di Diodoro Siculo. Bombassei si è letto tutti i libri che sono arrivati fino a noi della Biblioteca e in greco oppure ha letto il libro XVII dedicato ad Alessandro? In che edizione? E anche alle altre voci della bibliografia spesso manca l’editore e l’anno di pubblicazione.

Bombassei, a parte i molti errori grammaticali, narra sì di fatti che ha letto nelle fonti, ma purtroppo la carenza nello sviluppo della trama e di una revisione del testo, rendono la lettura insufficiente. L’impressione che ho avuto nel leggere questo testo è che Bombassei conosca Alessandro, almeno nei fatti basilari, che abbia letto qualche libro su di lui e che abbia voluto scriverne, ma non abbia curato il testo. Non parliamo del fatto che nel libro manchino i numeri delle pagine e che manchi la giustificazione a destra perché a questo punto sono piccolezze. Tutte queste considerazioni mi fanno pensare che l’autore non abbia voluto valorizzare il suo testo, che l’abbia scritto e pubblicato in una giornata. Un libro però, deve essere revisionato. Poi qualche errore può comunque scappare, ci mancherebbe, capita a tutti ed è umano, ma un testo del genere non è stato riletto.

Non so a chi consigliare questa lettura: non a un bambino-ragazzo in età scolastica, perché già con i cellulari abbreviano tutto e faticano sempre più a scrivere, ma la lettura di un testo del genere non li aiuterebbe ed è un peccato perché credo che quel target sarebbe stato l’ideale se fosse stato scritto in italiano corretto. Gli unici a cui mi sento di “consigliare” questa lettura sono altri grandi appassionati come me, quelli un po’ pazzi che vogliono leggere tutto comunque e farsi la loro opinione, ma per loro come per me non è un consiglio ma si parla di un’idea della serie “voglio avere la mia opinione su questo”, perché altre ragioni purtroppo non riesco a trovarne per fare questa lettura che si compie in un’ora o forse neanche e che costa 10,40 euro su Amazon.it.

Considerazione a parte che non riguarda il libro

Vi spiego, infine, perché ho atteso 5 mesi per leggere e parlarvi di questo libro. Ho contattato l’autore a febbraio per capire e vedere se avesse avuto piacere e avesse voluto mandarmi una copia cartacea del libro, lui mi ha sempre detto di sì, mi ha inviato subito la copia digitale e promesso il cartaceo. Tra una scusa e un impegno dell’autore, il cartaceo devo ancora riceverlo e forse è stato meglio così. Ho comprato la mia copia del libro – la foto del mio ordine su Amazon lo dimostra – e, vedendo il tipo di lettura che è stata preferisco sia andata in questo modo. Tengo ad essere onesta in ciò che scrivo, in tutti i casi, perché porto avanti questo blog per passione, senza alcun vincolo ma con buon senso e sincerità, e questa volta aver fatto così mi ha semplificato la vita perché altrimenti sarei stata in conflitto tra il non danneggiare l’autore e il dire il mio pensiero e non so come ne sarei uscita. In casi come questo, ma anche come la mia lettura precedente del libro di Caremani e per le letture belle, mi farebbe moltissimo piacere se vi fidaste del mio parere perché è quello che vorrei fare con questo blog: consigliarvi e orientarvi nel magnifico e incredibile mondo su Alessandro.

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Grazie a tutti, buona giornata,

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