Aforismi, Altre Arti

Aforismi: “Alexander – Cronache di guerra di Alessandro il Grande”

Il Demiurgo trasformò il Caos in Cosmo, il disordine in ordine, servendosi della materia indeterminata per plasmare le cose a imitazione delle immutabili ed eterne idee. Ma nel tracciare la sua Cosmologia, Platone attribuì ai quattro elementi della tradizione filosofica un significato puramente matematico nell’ambizione di unificare tutte le scienze. Ciò che ne scaturì, fu una struttura complessa nella quale egli rinvenne la chiave per la comprensione dell’intero universo. E questo ente geometrico fondamentale prese il nome di Solido Platonico. –VFC Narratore, 1

  • Sono venuto per conoscere il tuo pensiero. –Alessandro
  • A che riguardo? –Aristotele
  • La velocità. Un politico ateniese chiamato Diodoto ha definito l’impetuosità “il nemico di ogni buon governo.” Sei anche tu dello stesso parere? –Alessandro
  • Impetuoso è colui che possiede la velocità senza poterla controllare, ma per chi abbia doti sufficienti, una grande rapidità non è forse un vantaggio? –Aristotele
  • Quando si è dediti al compimento di una causa importante possedere una maggiore prontezza diviene un fattore decisivo. –Alessandro, 1

Il culto di Hela, tenebrosa scienza del disordine e disciplina della distruzione, fu un’arte oscura che si prefiggeva lo scopo di porre fine a tutti i mondi e ricondurre l’universo all’informe caos primordiale. I suoi adepti veneravano la dea-madre Hela, colei che venne partorita dal caos. Questa tetra idolatria riuscì a penetrare fino all’interno del palazzo reale di Macedonia: diretta discendente e alta sacerdotessa di Hela fu, infatti, la prima sposa di Filippo II, Olimpiade, la madre di Alessandro il Grande. –VFC Narratore, 2

Un giorno la tua lingua sarà la tua condanna. –Parmenione ad Attalo, 2

Affinché una freccia sia scoccata con la massima forza è necessario che l’arco sia reso e io ho quindi aspettato che il mio arco fosse perfettamente teso. –Alessandro, 2

Può accadere che un padre provi enorme affetto per il figlio e malgrado ciò non venga ricambiato con la stessa moneta. –Attalo, 2

Ma com’è possibile, se Atene e Pella sono tanto vicine, che cosa c’è allora in tutto il resto del mondo? –Tolomeo, 2

Secondo il sistema della metafisica aristotelica, il caos può essere definito soltanto come “assenza di ordine”. Il movimento impresso originariamente all’universo spinge la materia dall’indeterminato al determinato. Quando Aristotele lasciò l’Accademia, si dice che Platone ne fu molto addolorato e, piangendo, pronunciò queste parole: “il puledro ha scalciato contro la propria madre e l’ha abbandonata”. E fu proprio questa frattura a dare origine alla tragedia che per più di duemila anni avrebbe sconvolto la storia dell’umanità. –VFC Narratore, 3

Alessandro ricorda un cavallo selvaggio ed è altrettanto ombroso e imprevedibile. Se viene lasciato libero non si sa come si comporterà. E fino a quando uno stallone non sia stato perfettamente domato conviene tenerlo ben rinchiuso nella sua stalla. –Filippo, 3

Innanzitutto bisogna osservare. Cambiando la prospettiva si ottengono idee nuove e nuova forza. Assistere a un prodigio da germogliare in noi la volontà di compierne. –Alessandro, 3

Ciò che vedi con gli occhi della mente è l’idea di me stesso nella sua essenza eterna e immutabile. –Platone, 3

Nel tempo prima della Storia, il titano Crono, per esaudire il desiderio della madre Gea, uccise suo padre Urano, il primo sovrano dell’universo. In seguito, essendogli stato predetto che avrebbe patito stessa sorte per mano di suo figlio, Crono istituì il patriarcato attribuendo al capofamiglia autorità assoluta sugli altri membri. Ma non servì a nulla, poiché anche lui cadde per mano di Zeus. Fin dall’origine quindi, la mitologia mostra due elementi fondamentali: una predizione infausta e un figlio che uccide il proprio padre. –VFC Narratore, 4

La Persia, adesso che sono qui le meraviglie che ho visto in quel regno mi ritornano alla mente con i contorni indefiniti di un sogno. –Filota, 4

  • Una volta quando ero bambina chiesi al principe Alessandro di descrivermi come fosse il palazzo reale visto dall’interno. Disse che si tratta di un luogo che rende cieche le persone. –Cassandra
  • La sia acutezza è sempre stata tale da renderlo pericoloso. –Aristotele, 4

La filosofia nacque all’interno dell’agora, la piazza principale della polis. Tutto coloro che vi si riunivano quotidianamente trascorrevano il loro tempo scambiandosi l’un l’altro “parole”. Da questa pratica ebbe origine ciò che nella dialettica di Socrate avrebbe assunto il nome di “conversazione”. E fu in definitiva la maggiore o minore rilevanza di questa consuetudine a stabilire le differenti sorti di Atene e Tebe. –VFC Narratore, 5

  • Ehi, tu. –Alessandro
  • Che c’è? –Diogene
  • Sei tu quello che potrebbe far impazzire Socrate? –Alessandro
  • Quando si chiede il nome a un estraneo sarebbe buona educazione presentarsi per primi. –Diogene
  • Io sono Alessandro, re di Macedonia. –Alessandro
  • Ma davvero? E io, invece, sono Diogene dei cani. –Diogene
  • Non è questo il modo di rivolgersi a un re! Porta rispetto, vecchio villano! –Filota
  • Rispetto ovvero timore. Dimmi, ragazzo, pensi che il tuo re sia un buono oppure è forse ritenuto un cattivo? –Diogene
  • È senza dubbio un buono. –Filota
  • Oh! E perché dunque dovrei temere un buono? –Diogene, 5
  • Ho sentito dire che tu sei un uomo che vive di elemosina. Prometto allora di esaudire qualunque desiderio che vorrai esprimere, in cambio però prenderò da Atene qualcosa che abbia lo stesso valore di ciò che ti avrò concesso. Dimmi, qual è la cosa che più di ogni altra desideri? –Alessandro
  • La cosa che più desidero? Che tu sposti la tua regale figura un po’ più in là. Sai, mi stai oscurando la luce del sole. –Diogene, 5

Ogni questione ha più aspetti. Tessendo, intrecciamo filo con filo, unendo la trama all’ordito e otteniamo ciò che è chiamato stoffa. Se poi sfiliamo la trama disferemo ciò che abbiamo intessuto, pur non ottenendo niente di diverso. La stoffa è stata disfatta senza venire tagliata o bruciata. E così, senza distruggere e senza ricreare, ecco che il distruttore del mondo può diventare il grande re della creazione. Prova un po’ a pensarla in questo modo. –Diogene, 5

Questa città [Atene] ha una sola cosa fulgida come il sole: la sua gloria. Ed entrambe un giorno apparterranno ad Alessandro. –Filota, 5

Vari sistemi filosofici hanno individuato un numero che fungesse da chiave cosmologica. Euclide indica nel 6 il primo dei numeri perfetti, in quanto somma dei suoi divisori esclusi sé stesso. Per Pitagora, invece, il 10 comprendeva in sé il tutto, lo spazio, la superficie piana, la linea, il punto. La figura che emerse da questa concezione andò a costituire l’emblema dell’ordine e dell’armonia del cosmo. E questo simbolo fu conosciuto con il nome di Tetractyus. –VFC Narratore, 6

Per stabilire il numero degli dei Cabiri, numi tutelari dei culti misterici di Samotracia, si deve compiere una estrapolazione speculativa. La loro natura è legata tanto ai quattro elementi del creato quanto ai concetti di vita e morte, particolarmente in rapporto al ciclo lunare. Ma essendo anche responsabili dell’ordine e dell’armonia della sfera celeste, si può supporre che il loro numero corrispondesse a quello dei pianeti così com’era conosciuto dagli antichi. Ed ecco perciò che si giunge al sette. –VFC Narratore, 7

Nel corpo degli uomini è racchiuso l’universo e io ogni giorno ne riequilibro la struttura e l’armonia. –Filippo di Lidia, 7

Filota, sono le comuni battaglie a decidersi con il numero delle armi e dei soldati. Questa, invece, sarà una battaglia combattuta fra due re. –Alessandro, 7

Non devono esserci intromissioni nello scontro fra due re. –Dario, 7

Gli architetti di Dioniso: così erano chiamati i membri di una leggendaria corporazione di costruttori ritenuti le maestranze di Atlantide. Ad essi re Salomone affidò l’incarico di costruire il suo Tempio e, sempre per mano loro, venne edificato il Mausoleo di Alicarnasso, così come la maggior parte delle meraviglie del mondo antico. I loro segreti venivano tramandati nel corso di cerimonie proibite. Ed ecco due tessere ricorrenti nel nostro mosaico: i cerimoniali segreti e l’influenza della matematica sulla realtà. –VFC Narratore, 8

  • Alessandro è un vero stupido. Solo un idiota costruirebbe qui una città a pianta circolare per imitare Atene senza tener conto della conformazione del territorio. Laggiù il perimetro passa troppo vicino al fiume e troppo lontano dal pianoro. Se il fiume straripasse in un attimo La città si ritroverebbe sommersa. –Dinocrate
  • E tu che criteri useresti? –Alessandro
  • Bhe, io non avrei mai costruito una città quaggiù. Il luogo giusto è quello. Quando si progetta una città bisogna innanzitutto considerare la conformazione fisica del territorio e la sua quantità di energia. Se la zona scelta non emanasse abbastanza energia, la città non risulterebbe prospera, se all’opposto ve ne fosse troppa la gente non riuscirebbe a viverci. Il lago mitiga l’energia del suolo, l’isola frena quella delle acque. Un luogo che può essere considerato a buon diritto terra benedetta dagli dèi. –Dinocrate
  • Ma su quella striscia di terra lunga e stretta che tipo di città ai può costruire? –Alessandro
  • Adesso te lo mostro. Per prima cosa una grande strada principale da Est a Ovest lungo la costa e poi una seconda strada gemella nell’altra direzione che si incroci con la prima, collegando il lago al mare. A queste due arterie principali si allineerebbero ordinatamente e parallelamente le altre strade, a dividere ciascuno dei quartieri a forma di quadrato, a seconda dei ruoli. Settori residenziali, quartieri per il piacere e zona dei templi. E, infine, un grande ponte che unisse la città all’isola, dove costruirei un gigantesco faro che diverrebbe gli occhi stessi della città. Le genti e le merci provenienti da ogni parte del mondo si riunirebbero sulle arterie principali: famiglie aristocratiche, soldati, mercanti, funzionari pubblici, artisti girovaghi e prostitute. Vita e divertimento. Ehi, ehi ti senti bene? Allora che ti succede? Ti sei incantato? Ti sei distratto proprio durante la parte più importante del discorso. Ah bhe te lo spiego di nuovo da capo. La caratteristica principale della città che ho ideato è quella di avere la forma di un uomo. –Dinocrate
  • Che cosa? –Alessandro
  • Ma sì, guarda. L’isola rappresenta la testa, la linea costiera il vestito, la strada che va da Est ad Ovest le braccia protese in entrambe le direzioni, i vari quartieri costituiscono gli organi interni, proprio come nel corpo umano insomma. –Dinocrate
  • Sarà una città vivente. –Alessandro
  • Già, se solo quell’idiota di Alessandro sapesse giudicare le persone. –Dinocrate
  • Come ti chiami, ragazzo? –Alessandro
  • Dinocrate, e tu? –Dinocrate
  • Maestà, finalmente vi abbiamo trovato. –Filota
  • Gli ambasciatori del grande sacerdote d’Egitto sono giunti e chiedono udienza. Ci preghiamo di rientrare al più presto, maestà. –Cassandr
  • Maestà? –Dinocrate
  • Ma certo, stavi parlando con il grande re Alessandro, ragazzo. –Tolomeo
  • Che cos’hai Dinocrate? –Alessandro
  • Vi supplico di perdonarmi, non dicevo sul serio quando vi davo dell’idiota, erano soltanto parole. Risparmiatemi la vita! –Dinocrate
  • Da oggi dirigerai i lavori di costruzione della nuova città. Costruisci la tua città a forma di corpo umano nel luogo che reputi adatto! –Alessandro, 8

La scuola di Atene è un affresco che Raffaello realizzò come tributo alla filosofia greca. Al centro Platone indica verso l’alto il mondo delle Idee, al suo fianco Aristotele stende il palmo aperto verso la terra, il mondo dei Concetti. Sulla destra si riconoscono altre due figure: uno studioso che dimostra un teorema usando il compasso e alle sue spalle un uomo che regge un globo. Essi sono Euclide, il padre della geometria e Zoroastro, la saggezza d’Oriente. –VFC Narratore, 9

Attendere che il proprio avversario si indebolisca è una tattica degna di un debole, Satibalzane. –Dario, 9

La temperatura corporea di Alessandro è più alta di quella degli altri. È per questo motivo che Alessandro diverrà il Grande Re. Si dice che gli individui dall’alta temperatura corporea contengano in sé sogni e potenzialità incredibilmente più grandi rispetto agli altri e che all’interno del loro corpo sia possibile rintracciare addirittura l’universo. Quel potente calore è la sorgente stessa dell’immensa ambizione di Alessandro. La sua temperatura corporea aumenta vertiginosamente prima di una battaglia, al punto tale da ridurre tutti i nemici in cenere. Tuttavia ogniqualvolta lo vedo accadere vengo colto da profonda inquietudine. Alessandro riuscirà a dirigere il suo ardore contro il nemico? O forse un giorno finirà col ridurre in cenere anche il suo stesso corpo? –Clito, 9

Ditemi, cosa dovrebbe fare una persona quando due profezie entrano in contraddizione? –Alessandro, 9

La Poetica di Aristotele pose i fondamenti per l’indagine artistica moderna. Ogni attività dell’arte non si limita a riprodurre la realtà esterna, attuando una “mimesis” ma, a partire da questa, ne crea una tutta sua nella quale si riflette la verità universale. Alessandro, tuttavia, che amava paragonarsi ad Achille, sentì spesso la mancanza di una figura che, più semplicemente, fosse degna di confrontarsi con quella del leggendario aedo che cantò e battaglie dell’Iliade: Omero. –VFC Narratore, 10

Io provo timore soltanto di una persona: me stesso. –VFC Alessandro, 10

Non sono qui per rubare la vittoria, Parmenione. –Alessandro, 10

Paura dici? Io provo timore soltanto di una persona: me stesso. Quando devo affrontare una grave minaccia, il mio spirito si riempie di un furore invincibile che riesco a mala pena a controllare. Anche in questo momento il mio cuore, invece di temere questo grande esercito che mi si para di fronte, gioisce. –Alessandro, 10

Clito, questo mio furore non troverà mai il modo di placarsi. –Alessandro, 10

Vanno trattati con riguardo coloro che meritano di esservi trattati. –Aristotele, 10

Estrarre la verità dal caos equivale a rintracciare una minuscola gemma perduta all’interno di un immenso cumulo di sale. Comportandosi in un modo tanto insensato è impossibile anche solo concepire una simile azione. –Diogene, 10

Io sono… un dio! –Alessandro, 10

Un numero irrazionale è un numero che non si può esprimere come frazione ovvero, come rapporto di due numeri interi. La concezione pitagorica secondo la quale l’intero universo è costituito da numeri viene messa a dura prova dall’esistenza dei numeri irrazionali. Per questo Pitagora stesso li definì in tal modo, cioè privi di razio, di ragione e in greco si diceva privi di logos, ossia illogici, ma anche, estendendo il significato, privi della possibilità di essere trattati in un discorso, innominabili. –VFC Narratore, 11

Ero soltanto perso nei miei ricordi. Pensavo alla strada che abbiamo percorso, quando il nostro Grande Re era ancora solamente un principe. E quando poi salì al trono e partì per la sua spedizione di conquista. E anche quando respinse eroicamente i suoi nemici durante la battaglia di Isso. Fu proprio allora che Alessandro mentre stava incalzando il nemico, tornò indietro per salvare me che ero caduto da cavallo. Non ho mai avuto il coraggio di dirlo, ma penso che il Grande Re avrebbe fatto meglio a continuare a inseguire il nemico. Ma in quel momento ho anche capito una cosa. Sì, in quel momento ho realizzato che lo amo più della mia vita. –Filota, 11

Nell’antichità persino un orologio poteva celare significati sorprendenti. Uno “gnomone” è un orologio solare, la cui forma ricorda quella di una L. Il suo nome deriva dalla parola “gnomé” che indica la conoscenza e il divenire. Nella tradizione pitagorica il termine “gnomone” è anche un concetto matematico relativo ai numeri quadrati, ovvero a quei numeri che si moltiplicano per sé stessi trasformandosi in altri numeri. Geometricamente anch’esso ha la forma di una L. –VFC Narratore, 12

  • Aristotele e Diogene vorrebbero che io rappresentassi l’ordine, i seguaci di Pitagora vedono in me il caos, ma nessuno di loro, né la profezia di mia madre o l’Oracolo di Ammone cambieranno quello che sono veramente. –Alessandro
  • Non sei forse cambiato da quando ci siamo incontrati? –Clito
  • Nulla è cambiato da allora. Io continuo semplicemente a correre e ad apprezzare soltanto la velocità, questo è Alessandro. –Alessandro, 12

Nel corso della nostra esistenza andiamo alla ricerca di parole che riescano a descrivere adeguatamente le continue perturbazioni dell’ordine e del caos dell’intero tessuto del cosmo. Auspichiamo la conoscenza, la rivelazione, la catarsi e l’unico modo per ottenerle e per raggiungere il piano delle Idee, è purificare il turbine delle passioni che sgorgano dal nostro cuore. Per questo esiste la filosofia, ma la filosofia si fonda sulla matematica e solo la matematica può farci intuire la verità dell’universo. –VFC Narratore, 13

Qualunque sia il nemico che ho di fronte io, Alessandro, non ridurrò mai in alcun modo la mia velocità. –Alessandro, 13

Il mondo vuole forse che distrugga me stesso?! Ma Alessandro è solo Alessandro! –Alessandro, 13

Gnomone di Aletto, conoscenza del vero, indicibile perché inconcepibile. Questa macchina continuerà a calcolare i numeri indivisibili, irrazionali per l’eternità. –Diogene, 13

Ricorda che prima di creare sarà sempre necessario distruggere. –Pitagora, 13

Alessandro non smetterà mai di avanzare. –Alessandro, 13

2 pensieri su “Aforismi: “Alexander – Cronache di guerra di Alessandro il Grande””

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.