02. Monographs on Alexander, 2.02 Life, Alexander - Non Fiction Book, Reviews

Recensione: “Alessandro Magno” di Robin Lane Fox

Buongiorno a tutti, vi ringrazio di essere su Alessandro III di Macedonia! Oggi vi parlo di un libro che ho riletto dopo almeno 15 anni e (finalmente) ho cambiato totalmente opinione! Questa è stata la mia prima biografia che lessi in assoluto e ricordo di aver pensato alla fine della lettura che se tutti i libri su Alessandro fossero stati così tanto pesanti non avrei letto più nulla. Ora ho finalmente apprezzato – e amato – questo bellissimo libro! Chi non l’avesse ancora letto non si spaventi a queste parole perché vanno contestualizzate e spiegate meglio.Vi ricordo che di questo libro oggi è disponibile un’edizione un po’ più aggiornata rispetto alla mia.

La lettura di questo libro, anche se è stata impegnativa perché non è da poco, è durata così tanto per cause al di là di esso. Ho avuto per un po’ il blocco del lettore causa il caldo, il lavoro… ma passiamo alla recensione che spero renderà onore a questa perla sul nostro amato Alessando!

Alessandro Magno

di Robin Lane Fox

(Titolo originale: Alexander the Great – Traduzione: Guido Paduano)

Einaudi, 1999

ISBN: 978-8806151690, 578 pagg.

https://64.media.tumblr.com/03f39f9fbc1e88091c8e50a30d45b173/86c9172779e70ecd-a1/s2048x3072/2a2d48a44cf8e0e80dab09b0c2a007634bd717b1.jpg

Da oltre duemila anni Alessandro Magno rappresenta il mito dell’eroe che, dall’Occidente alla Cina, ha alimentato un fiume di storie e racconti fantastici, che hanno contribuito a diffondere il modello leggendario imitato da Cesare e Augusto, da Luigi XIV e Napoleone. In tredici anni il giovane principe macedone distrugge l’impero persiano, assoggetta l’Egitto, la Siria e la Mesopotamia, è acclamato re dell’Asia, diventa il monarca piú ricco e potente al mondo, intraprende una spedizione in India ai confini del globo che sembra sovrumana anche a chi lo venera come un dio, e a soli trentatre anni la morte lo consegna alla Storia.
Lane Fox ricostruisce questa avventura incredibile attraverso il vaglio rigoroso delle fonti e una narrazione avvincente, delineando un ritratto di forte suggestione dell’uomo che ha rivaleggiato con gli eroi di Omero e ha sognato un impero non basato né sulla razza né sul dominio di una civiltà sull’altra, ma sulla mescolanza delle culture e delle fedi.

Robin Lane Fox (1946) insegna Letteratura classica al Worchester College di Oxford. Tra i suoi libri ricordiamo Pagani e cristiani (Laterza, 1991) e La verità e invenzione nella Bibbia (Rizzoli, 1992).

Classificazione: 5 su 5.

Non avrebbe potuto avere una valutazione diversa dalle cinque stelle.

Reading time: dal 14 giugno al 30 agosto 2021.

Appena ho iniziato a leggere questo libro ho capito perché alla prima lettura avevo trovato estremamente pesante Alessandro Magno: Lane Fox non ci dà una semplice biografia sul Conquistatore, ma spiega anche la cultura, i fatti e tutto ciò che lo riguarda. Per ogni avvenimento su Alessandro – ma anche Filippo e Olimpiade – Fox ci spiega i retroscena, evidenzia le differenze che emergono tra le fonti secondarie e ci dice qual è la più affidabile secondo lui. Il suo è un lavoro certosino, non credo di aver letto un’altra biografia così dettagliata come questa. La sua scrittura purtroppo non è tra le più scorrevoli. Per questi motivi, come prima lettura su Alessandro Magno secondo me non è la migliore perché rischia di essere troppo pesante (dipende sempre dalle letture a cui una persona è abituata), ma per chi è già pratico di Alessandro questa sarà una delle letture più belle di sempre.

Fin dalla prefazione e dalla nota dell’autore ho capito che avrei amato questo libro. Fox non solo è un grande amante di Alessandro Magno, ma è anche un grande conoscitore della Grecia classica, del periodo e ogni tema che tratta nel libro lo fa con grande maestria, in modo esaustivo. In alcuni passaggi, come in questo “Più di venti contemporanei scrissero libri su di lui, e neanche uno ci è pervenuto. Essi sono noti soltanto attraverso le citazioni di autori più recenti, nessuno dei quali conservò il dettato originale.” Lane Fox mi riempie di tristezza perchè è da analisi lucide come queste che ci rendiamo conto di quanto materiale su Alessandro sia stato perso nel corso dei millenni. Anzi no, non riusciamo a rendercene conto perchè di alcuni testi si fanno congetture e speculazioni, si valuta l’affidabilità dello scritto ma se avessimo tutto di tutti sarebbe un gioco ed è semplicemente troppo bello per essere vero.

Nel corso della lettura ho annotato molte parti in cui l’analisi dell’autore mi è piaciuta perché completa e oggettiva sulle probabilità di contaminazioni posteriori, di modifiche dell’autore stesso della fonte primaria e quant’altro. Anche l’analisi sull’attendibilità dei testi disponibili non è un’analisi filologica che solo gli esperti sono in gradi di seguire, ma è corretta e lucida come quella di un grande narratore. Se volete sapere quali sono eccole, ma questi sono solo alcuni esempi che ho appuntato, ma ce ne sono molti altri:

  • le riforme delle tradizioni macedoni che Alessandro fece prima della spedizione in Persia;
  • per l’uccisione di Filippo Fox ci spiega che probabilmente Olimpiade fu coinvolta ma Alessandro difficilmente;
  • Fox ci racconta la giovinezza di Alessandro e sottolinea che il confronto con Omero e l’Iliade non è un elemento esclusivo del Condottiero, ma è un tratto dei macedoni in generale;
  • la parte in cui Alessandro sconfigge gli Illiri e i Triballi è più particolareggiata che mai;
  • la spiegazione di ciò che fece Alessandro dopo la vittoria al Granico, di come le città reagirono a lui. Da sottolineare Efeso che gli tributò spontaneamente onori divini. Specifica anche le questioni politiche che dovette affrontare il Conquistatore;
  • l’episodio di Ada di Caria, una delle parti che più amo della vita di Alessandro, qui è raccontato in modo dettagliato perchè c’è anche la storia di lei;
  • Fox analizza anche il sistema delle concessioni terriere nell’Impero Persiano. L’autore si prende tutto il tempo che vuole per approfondire ogni aspetto. Parti come questa possono essere la ciliegina sulla torta oppure l’ennesima digressione che appesantisce il testo, dipende da cosa si sta cercando;
  • Isso venne combattuta sul fiume Payas o come molti ritengono sul Deli? In questo caso dobbiamo prestare attenzione a Callistene in quanto testimone oculare e rispetto al dibattito degli storici, solo un grande esperto come lui può permettersi certe osservazioni;
  • per quanto riguarda l’episodio di Batis, invece, Fox ci consiglia di non bollarlo come invenzione e aggiunta postuma perché Alessandro aveva anche dei cavalieri tessali che si comportavano in quel modo e visto che Alessandro venne anche ferito è ragionevole credere che siano stati molto vendicativi come anche in altre occasioni; Fox spiega benissimo il retroterra culturale sull’Oracolo di Ammone a Siva e così capiamo perché Alessandro volle visitarlo. Inoltre l’autore narra che il responso dell’Oracolo non per forza deve essere una macchinazione di Alessandro e ci espone di come l’Egitto integrò questo nuovo faraone straniero (con Nectanebo nel Romanzo di Alessandro);
  • anche a Gaugamela, difficilmente Alessandro non catturò Dario per colpa di Parmenione;
  • per quanto riguarda l’incendio di Persepoli Fox ragiona sulle fonti e punta l’accento sui rimaneggiamenti fatti molto prima da Tolomeo;
  • Alessandro diede inizio senza saperlo alla leggenda dell’uomo delle nevi e Fox espone anche la nascita del piccolo Eracle e il motivo dietro a quel nome;
  • nel parlare del disastro del Makran (ovvero del deserto della Gedrosia anche se l’area geografica odierna corrisponde solo grosso modo a quella antica) Fox non usa i toni sprezzanti di altri ma, ancora una volta, fa un’esposizione completa e obiettiva;
  • il capitolo 31 dopo la morte di Efestione è molto lungo, ma importante perché espone come Alessandro iniziò a farsi considerare divino, di come il suo esercito cambiò rispetto all’inizio e dell’usanza di Alessandro di travestirsi da divinità durante i banchetti (nel mondo greco non era così inusuale);
  • i sacerdoti di Babilonia ebbero un motivo ben preciso per dare la profezia ad Alessandro di non entrare a Ovest: volevano prendere tempo per recuperare i proventi dei templi;
  • riguardo la morte di Alessandro è interessante il Romanzo di Alessandro compilato circa cinque secoli dopo, ma delle quattro redazioni che restano, tre hanno quella parte molto dettagliata. Fox ci mostra come lo schema e le informazioni derivano da fonti al massimo di dieci anni dopo. L’autore esclude il veleno perchè avrebbe agito in meno di dieci giorni della malattia di Alessandro. I Diari Reali (di Eumene e di Diodoto) descrivono un Alessandro bevitore perché narrano di cinque baldorie nell’ultimo mese e gli ci vollero 36 ore per riprendersi.

Fox non lascia nulla da supporre, spiega sempre le ipotesi e ci fornisce una spiegazione logica e plausibile, non perde occasione per fare degli approfondimenti sugli usi e costumi dei greci e dei macedoni. Da ogni pagina trapela la preparazione superba di Fox e l’amore sconfinato che prova per questo periodo. Il suo intento era di far capire anche in minima parte al lettore com’è stato vivere al fianco di Alessandro, di appassionarlo al periodo, all’Iliade e di incuriosirlo verso ulteriori letture. Con me l’ha raggiunto perché dopo una lettura del genere sento di aver aggiunto una tessera importante, un po’ più grande di molte altre, del mio mosaico mentale di Alessandro.

Libro immenso, una lettura d’obbligo per un appassionato di Alessandro, va affrontato con calma e non bisogna pretendere di divorarlo in pochi giorni, ma è una lettura che va gustata piano piano perché ricolma di importanti informazioni. Un libro che va anche riletto per assimilare tutta la miniera di informazioni che contiene.

Trovate i molti passaggi che ho sottolineato a QUESTO LINK.

Grazie a tutti,

9 pensieri su “Recensione: “Alessandro Magno” di Robin Lane Fox”

    1. Forse avrei dovuto iniziare da qualcos’altro di meno impegnativo, da una biografia come quella di Radet. Leggere questo mi ha un po’ bloccata per del tempo. Rileggerla è stato importantissimo e avrei dovuto farlo prima ma avevo paura-mancanza di voglia perché non volevo ripetere l’esperienza della prima lettura.

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      1. Capisco, è un po’ come quando inizi ad affrontare uno scrittore e non sai bene da quale romanzo iniziare. In qualche modo bisogna buttarsi… Magari avere già una delle letture più ardue alle spalle non è così male, chissà

        Piace a 1 persona

  1. Ciao Elena,
    considerata la mole del volume e la minuziosità dei dettagli inseriti dall’autore, credo che il volume vada riletto più volte.
    Ad ogni lettura si scopriranno elementi nuovi sull’epopea di Alessandro!
    Marina

    Piace a 1 persona

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