My Thoughts

I know that I don’t know… enough about him. – Io so di non sapere… abbastanza su di lui

🇬🇧 – 🇮🇹

🇬🇧

I often hear and read about people who are passionate about Alexander who, after having read a number of books around that of the fingers of one hand, often also including Manfredi’s novel, think they already know everything.

Alexander died 2344 years ago, between him and us there was the advent of Christianity, if it were so easily pigeonholed, knowable, reducible, I don’t think it would have been talked about him so much in all ages and still today. I find that those who say “read one book you know everything, there is nothing new to know” has a “mass” vision. If everything has already been said, if nothing can be discovered or added – unless his tomb would be found – why do scholars and academics continue to write and dedicate their lives to him?

Not everyone has tools and time to do research, I myself don’t have the knowledge comparable to that of an academic, but it isn’t necessary to have it to be curious, not to be satisfied with a partial vision of Alexander, but to want to read and understand all the various aspects of his life, his power, his legacy. Most of the time the discussions about Alexander always focus on the same topics. Why do always stop at the surface and not try to go deeper? It is less immediate, less ordinary but that is where the discovery and beauty of such a complex figure lie. Alexander has been on this earth for 2377 years, let’s not limit him so barbarously.

There are those who say “you have read a book you have read them all” and I can only totally and deeply disagree with such an expression. I don’t want to rely on the judgment of a single person to get my idea about Alexander, but I want to read and always discover something new to create my vision on him. Very often I like to think that at the end of a reading thanks to it I was able to add a piece of my Alexander’s mosaic, because every smallest element, every new piece, helps to strengthen and detail my Alexander. Am I arrogant? Absolutely not indeed, it is just the opposite because I have the humility to recognize the limits of every particular vision, including mine, but for this I want as many visions as possible.

I happen to go around the web and on socials and also find people with a decent followers because they are able to involve the public but they always refer to the same handful of books to talk about Alexander. What an understatement, what a limitation! I believe that true knowledge does not have the arrogance of entrenching itself in a fortress because there it would be destined to die out. Knowledge must always be in progress, there must always be research to keep it alive and flourishing. Many of us are not academics but why don’t we pick up a new book and read it? Because they already know everything, because you have read a book, you have read them all and because Alexander’s life is always the same, said by one or the other, it remains the same. This is the death of research, of curiosity. I’m not like that in character, I’m a curious person and I’ll never think I know everything about Alexander. On the one hand it is frightening because you will never be able to put a definitive point, but on the other hand it is precisely this that makes Alexanderso fascinating and magnetic. That’s why my motto is a paraphrase of a very Socratic important quote for me, that “I know I don’t know” becomes for me “I know I don’t know enough about him“.

https://64.media.tumblr.com/9613ae0aa321a5a92b493fda69bebf8b/63827064acdb976c-62/s2048x3072/c5bd1626f0c432b7c9a03d23d2f5942f997cfea2.png

🇮🇹

Spesso mi capita di sentire e leggere di persone appassionate di Alessandro che dopo aver letto un numero di libri che si attesta attorno a quello delle dita di una mano, spesso comprendendo anche il romanzo di Manfredi, pensano di sapere già tutto.

Alessandro morì 2344 anni fa, tra lui e noi ci fu l’avvento del Cristianesimo, se fosse così facilmente incasellabile, conoscibile, riducibile, non credo che se ne sarebbe parlato così tanto in tutte le epoche e ancora oggi. Trovo che chi dice “letto un libro sai tutto, non c’è più nulla di nuovo da sapere” abbia una visione “di massa”. Se tutto è già stato detto, se nulla può più essere scoperto o aggiunto – salvo avvenga il ritrovo della sua tomba – perché studiosi e accademici continuano a scrivere e a dedicare la loro vita a lui?

Non tutti hanno i mezzi e il tempo per fare ricerca, io stessa non ho la conoscenza paragonabile a quella di un accademico, ma non è necessario averla per essere curiosi, per non accontentarsi di una visione parziale di Alessandro, ma di voler leggere e capire tutti i vari aspetti della sua vita, del suo potere, della sua eredità. Le discussioni su Alessandro la maggior parte delle volte vertono sempre sugli stessi argomenti. Perché fermarsi sempre alla superficie e non cercare di andare più a fondo? È meno immediato, meno ordinario ma è lì che sta la scoperta e il bello di una figura così complessa. Alessandro sta su questa terra da 2377 anni, non limitiamolo così barbaramente.

C’è chi dice “letto un libro li hai letti tutti” e io non posso che essere totalmente e profondamente in disaccordo con un’espressione del genere. Io non voglio affidarmi al giudizio di una singola persona per farmi la mia idea su Alessandro, ma voglio leggere e scoprire sempre qualcosa di nuovo per creare la mia visione su di lui. Molto spesso mi piace pensare che alla fine di una lettura grazie ad essa ho potuto aggiungere una tessera del mio mosaico su Alessandro, perché ogni più piccolo elemento, ogni nuovo tassello, contribuisce a rafforzare e a dettagliare il mio Alessandro. È arrogante? Assolutamente no anzi, è proprio l’opposto perché ho l’umiltà di riconoscere i limiti di ogni visione particolare, compresa la mia, ma per questo voglio più visioni possibili.

Mi capita di girare nel web e sui socials e trovare anche persone con un discreto seguito perché capaci di coinvolgere il pubblico ma che si riferiscono sempre alla stessa manciata di libri per parlare di Alessandro. Che riduttivo, che limitazione! Credo che la vera conoscenza, non abbia l’arroganza di arroccarsi in una fortezza perché lì sarebbe destinata a spegnersi. La conoscenza deve sempre essere in divenire, deve sempre esserci la ricerca per mantenerla viva e rigogliosa. Molti di noi non sono accademici ma perché non prendono in mano un libro nuovo e se lo leggono? Perché sanno già tutto, perché letto un libro li hai letti tutti e perché la vita di Alessandro è sempre quella, detta da uno o dall’altro resta la stessa. Questa è la morte della ricerca, della curiosità. Io di carattere non sono così, sono una persona curiosa e mai arriverò a pensare di sapere tutto su Alessandro. Da una parte spaventa perché non si potrà mai mettere un punto definitivo, ma dall’altra è proprio questo che rende Alessandro così affascinante e magnetico. Ecco perché il mio motto è una parafrasi di una massima per me importantissima, quell’ “io so di non sapere” socratico diventa per me “io so di non sapere abbastanza su di lui“.

https://64.media.tumblr.com/392c45edcaef52ef8d2e21e8dfb6532f/63827064acdb976c-1c/s2048x3072/a98625b61f4e8cba86338a41808e9900853011b4.png

3 pensieri su “I know that I don’t know… enough about him. – Io so di non sapere… abbastanza su di lui”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.