02. Monographs on Alexander, 2.02 Life, Alexander - Non Fiction Book, Reviews

Recensione: “Alexander the Great. His Life and His Mysterious Death” di Anthony Everitt

ENGLISH REVIEW: HERE.

Buongiorno a tutti, grazie di essere su Alessandro III di Macedonia, blog su Alessandro Magno e Ellenismo. Oggi vi parlo di un libro che ho letto nella sua edizione inglese ma che è recentemente stato tradotto anche in italiano. Se guardate le date di inizio e di fine della lettura di questo libro è parecchio tempo, ma quando iniziai a leggerlo lo mollai dopo una trentina di pagine perché non riuscivo a concentrarmi visto quanto stava accadendomi. Poi l’ho ripreso in mano e la lettura è stata molto veloce. Oggi vi parlo di:

Alexander the Great. His Life and His Mysterious Death

di Anthony Everitt

Penguin Random House, 2019

ISBN: 978-0425286524, 496 pag.

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An acclaimed biographer reconstructs the life of Alexander the Great in this magisterial revisionist portrait of the stunning rise and mysterious death of the ancient world’s most extraordinary conqueror.
More than two millennia have passed since Alexander the Great built an empire that stretched to every corner of the ancient world, from the backwater kingdom of Macedonia to the Hellenic world, Persia, and ultimately to India—all before his untimely death at age thirty-three. Alexander believed that his empire would stop only when he reached the Pacific Ocean. But stories of both real and legendary events from his life have kept him evergreen in our imaginations with a legacy that has meant something different to every era: in the Middle Ages he became an exemplar of knightly chivalry, he was a star of Renaissance paintings, and by the early twentieth century he’d even come to resemble an English gentleman. But who was he in his own time?
In Alexander the Great, Anthony Everitt judges Alexander’s life against the criteria of his own age and considers all his contradictions. We meet the Macedonian prince who was naturally inquisitive and fascinated by science and exploration, as well as the man who enjoyed the arts and used Homer’s great epic the Iliad as a bible. As his empire grew, Alexander exhibited respect for the traditions of his new subjects and careful judgment in administering rule over his vast territory. But his career also had a dark side. An inveterate conqueror who in his short life built the largest empire up to that point in history, Alexander glorified war and was known to commit acts of remarkable cruelty.
As debate continues about the meaning of his life, Alexander’s death remains a mystery. Did he die of natural causes—felled by a fever—or did his marshals, angered by his tyrannical behavior, kill him? An explanation of his death can lie only in what we know of his life, and Everitt ventures to solve that puzzle, offering an ending to Alexander’s story that has eluded so many for so long.

Anthony Everitt, a former visiting professor in the visual and performing arts at Nottingham Trent University, who has written extensively on European culture, is the author of Cicero, Augustus, Hadrian and the Triumph of Rome, The Rise of Rome, and The Rise of Athens. He has as well served as secretary general of the Arts Council of Great Britain. Everitt lives near Colchester, England’s first recorded town, founded by the Romans.

Classificazione: 4 su 5.

Reading time: dal 3 novembre 2021 al 7 febbraio 2022, ma la lettura efettivamente è durata circa due settimane.

CONTENUTI:

Preface: The King Takes a Holiday ix
Contents: xvii
List of Maps: xix

Chapter 1: Goat Kings 3
Chapter 2: The Apprentice 25
Chapter 3: “The Bull Is Wreathed” 53
Chapter 4: The Lone Wolf 76
Chapter 5: First Blood 99
Chapter 6: Undoing the Knot 121
Chapter 7: The Empire Strikes Back 141
Chapter 8: Immortal Longings 161
Chapter 9: At the House of the Camel 191
Chapter 10: “Passing Brave to Be a King” 214
Chapter 11: Treason! 235
Chapter 12: War Without End 267
Chapter 13: A Passage to India 298
Chapter 14: Show Me the Way to Go Home 328
Chapter 15: Last Things 359
Chapter 16: Funeral Games 381
Glossary: 389
Time Line: 391
Acknowledgents: 397
Background and Sources: 399
Notes: 413
Index: 445

Dopo tutti i libri che ho letto su Alessandro (e che vorrò ancora leggere) mi emoziona sempre leggere della sua morte. Fin dalle prime pagine la scrittura di Everitt mi piace. Sebbene l’autore nelle descrizioni e negli aspetti secondari (culturali e storici) non sia dettagliato come Lane Fox, le sue analisi mi piacciono molto perché è lucido, non si lascia prendere dall’entusiasmo incondizionato verso Alessandro ma spiega i rischi che corse il Condottiero. Ad esempio nel caso della battaglia del Granico, Everitt ci spiega bene come si svolse la battaglia con una descrizione disincantata, ma anche quali implicazioni avrebbe avuto la decisione di Alessandro di non combatterla. Bello come all’inizio dei capitoli Everitt focalizza l’attenzione del lettore su quello che è l’evento più significativo trattato nel capitolo e alla fine tira una sorta di somma di quanto successo. Questa anticipazione iniziale va però a scapito della successione cronologica degli eventi.

Non condivido tuttavia alcune riflessioni e ipotesi di Everitt, una su tutte che Alessandro avrebbe orchestrato l’ammutinamento dell’Ifasi perché in realtà non voleva proseguire in India. Sì, Everitt dice che non sapremo mai la verità ma, per azzardare certe speculazioni dovrebbe anche dare qualche prova di ciò che afferma altrimenti non hanno senso, sono solo un pourparler.

L’edizione del libro graficamente e visivamente parlando è ottima, bellissima: la copertina ha un’immagine che non è la solita del Mosaico ed è sul blu, il mio colore preferito. All’interno ci sono sei mappe, delle pagine con delle fotografie a colori, molte note, una buona bibliografia, l’indice, la cronologia, il glossario. Viene anche specificato il font con relativa breve storia in cui è stampato il libro. Una cosa che però non mi è piaciuta sono le note: non sono a piè pagina per non appesantire il testo ma, per chi come me le consulta sempre, averle alla fine del libro è scomodo e soprattutto non sono segnalate col numerino piccolo all’apice della parola all’interno del testo. Bisogna quindi guardare il numero della pagina e vedere il riferimento della parola. La cosa è un po’ macchinosa e scomoda. Trattandosi di un saggio secondo me avrebbe senso eccome mettere le note a piè pagina, però vedo che è una cosa che molti editori fanno sempre più spesso.

Il libro di Everitt in generale è una bella lettura, a un buon livello di informazioni per il lettore inesperto e con il giusto richiamo alle fonti antiche. Però se il lettore è un po’ più esperto ed è alla ricerca di un’analisi delle fonti più importante qui non la trova. Everitt specialmente verso la fine usa le fonti in modo un po’ vizioso però sono dettagli. L’autore inoltre si capisce che è un grande appassionato di storia ma non un accademico ed è per questo che credo che Alexander the Great. His Life and His Mysterious Death sia un’ottima lettura scorrevole per chi voglia approfondire Alessandro, per il grande pubblico insomma e che non sia interessato all’analisi più approfondita o specialistica.

Edizione italiana:

A giugno del 2021 Hoepli Editore ha pubblicato l’edizione italiana di questo libro col titolo Alessandro Magno. La vita, le avventure e l’enigma della sua morte purtroppo però non l’ho acquistato. Per quanto voglia sostenere l’editoria italiana quando pubblica qualcosa su questo argomento mi scontro con la realtà delle mie disponibilità economiche. Ho acquistato questo libro, appunto in inglese a copertina rigida al prezzo di 20 euro circa. Se l’edizione italiana fosse costata un prezzo ragionevole l’avrei presa, anche per confrontare le due edizioni come avevo intenzione di fare all’inizio. Però questo libro costa la bellezza di 27,90 euro ed è in brossura. So che Hoepli è un editore piuttosto caro però 30 euro per un’edizione in brossura mi sembrano davvero un’esagerazione. Tra l’altro Hoepli ha pubblicato il suo primo libro di Everitt Roma. Nascita di una grande potenza nel 2017 in brossura al prezzo di copertina di 19,90, poi ha pubblicato Atene. Nascita di una grande civiltà sempre nel 2017 ma in copertina rigida al prezzo di 29,90, infine pubblica Alessandro Magno nel 2021 in brossura al prezzo di 27,90 che mi sembra decisamente troppo caro. Che volessero guadagnarci trattandosi di Alessandro Magno? Non lo so però in questo caso mi ritengo fortunata di riuscire a leggere anche in inglese e di non dipendere solo dagli editori italiani che pubblicano poco e niente su Alessandro e quando sporadicamente lo fanno sembra che non considerano tutto il resto. Sì, per pubblicare l’edizione italiana Hoepli ha dovuto acquistarne i diritti e tradurlo, però a questo prezzo devono tenere presente che non tutti gli appassionati di Alessandro lo compreranno. Inoltre per il taglio del libro non è una lettura specialistica ma si rivolge al grande pubblico e non so chi dei semplici curiosi voglia spendere quella cifra per curiosare. Io comprerò l’edizione italiana se la troverò usata oppure se uscirà in edizione più economica perché con 30 euro posso comprare un libro che non ho. Da notare, infine, per chi volesse risparmiare e riesce a leggere in inglese che il libro è presente in diverse edizioni a prezzi decisamente contenuti, specialmente sulla copertina flessibile o addirittura la versione digitale. L’edizione a copertina rigida inglese è graficamente perfetta e davvero, davvero fatta meravigliosamente bene. Non avendo l’edizione italiana non posso pronunciarmi riguardo la traduzione e i contenuti rispetto all’edizione originale. Spero di poterlo fare, prima o poi, però avendolo letto in inglese non sento la necessità di rileggerlo in italiano anche se, come ho scritto, lo farei se lo trovassi a un buon prezzo.

QUOTES:

Modern scholars have tried their best to tell the truth about the young Macedonian, but their accounts reflect the concerns of their own age as much as they do of his.

I gained glory, not without many trials.

Euripides, Andromeda 134

Philip suited the role very well, ruling with a relaxed sense of humor on the surface and adamantine determination underneath. An anecdote epitomizes his style.

He always insisted that the following line from the Iliad was the finest of them all.
He is two things: a good king and a mighty spearman too.

Homer, Iliad 3, 179

A late Roman writer was not far wrong when he observed: “Alexander the Great would not have become great if Xenophon had never existed.”

Eunapius

His contemporaries used to joke: “With every campaign, Philip married a new wife.”

Athenaeus, Deipnosophistae 13, 557b

When he saw peacocks for the first time in his life, he was so impressed that he wanted to prevent by law any attack on them.

Being the new Achilles was a perilous and irresponsible enterprise.

A pharaoh was recognized, in a symbolic sense, as son of Amun, chief deity in the Egyptian theogony. He had five official names or titles. Those of Alexander in hieroglyphic inscriptions reflected his military success against the Persians and announced his duty as guardian of Egypt. His throne name was Setep en Ra, mery Amun (“Chosen by Ra and beloved of Amun”). His title in his capacity as the incarnation of the falcon-headed god Horus, Egypt’s tutelary deity, was “The Brave Ruler Who Has Attacked Foreign Lands.” Other titles were “The Lion, Great of Might, Who Takes Possession of Mountains, Lands, and Deserts” and “The Bull Who Protects Egypt, The Ruler of the Sea and of What the Sun Encircles.” His birth name was given as Aleksindres.

Little is said about Bagoas in the ancient histories, and what is said is disobliging. He makes few appearances in these pages, but the reader should bear in mind that he was present all the time, in the shadows, for the rest of the king’s story.

It is impossible to come to a firm judgment on so personal a matter as Alexander’s alcohol consumption and the pressures or stresses that may or may not underpinned it. Even at the time observers had different views on the subject, but we can be sure that Alexander was not an alcoholic. For most of the time he was too busy and faced too many demands to sit around quaffing unmixed wine (a Macedonian custom in an age when wine was weakened with water). Mostly he was on campaign and needed, often round the clock, all the physical energy and mental acuity he could summon.
During intervals of rest and relaxation, Alexander may very well have often drunk in moderation as Plutarch says. However, evidence such as the Cleitus affair shows that on vacation he could be a binge-drinker. He was still in his twenties and, like many young adults throughout the ages, on a day off he liked to drink to get drunk.

To cite a modern scholar, they still loved their “hero, friend, soldiers’ father [and] their threatening, angry, terrorizing, melancholy king.”

Schachermeyr

Nobody had the first idea what to do now.
The power vacuum created by the king’s unexpected death was testimony to the innocence of his marshals.

Alexander was essentially a soldier, but he was also a serious explorer. If we compare maps of the ancient world, we gain a clear idea of the new geographical knowledge for which he was responsible. In the world picture proposed by Hecataeus of Miletus two centuries before Alexander’s time, the river Ocean wraps round a world disc with nothing much beyond Persia; a century after his death, Eratosthenes allocates nearly half the world to India, identifies the Persian Gulf, and distinguishes the Asian subcontinent from Africa. Alexander had made the world bigger.

We can see that Alexander’s extraordinary skill was to judge the enemy’s intentions simply by looking at how he arranged his troops, scrutinizing the slightest of signs, and making last-minute dispositions (often a clever trap) while he could still communicate with his subordinates.

Spero di esservi stata d’aiuto, vi auguro una buona giornata

7 pensieri su “Recensione: “Alexander the Great. His Life and His Mysterious Death” di Anthony Everitt”

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