02. Monographs on Alexander, 2.04 Myth and Legend, Alexander - Non Fiction Book, Reviews

Recensione: “Alessandro eroico. Idee, modelli e forme del mito” di Paola Scollo (Collaborazione)

Buongiorno a tutti sono Elena, grazie di essere su Alessandro III di Macedonia, blog su Alessandro Magno e Ellenismo! Oggi vi parlo della mia ultima lettura molto interessante:

Alessandro eroico. Idee, modelli e forme del mito

di Paola Scollo

Studium Editore, 2021

ISBN: 978-8899978358, 396 pag.

La cultura più antica opera attingendo all’intero sistema dell’epos, dunque alle sue fondamentali componenti: Iliade, Odissea e i cosiddetti poemi del ciclo. A partire da tale consapevolezza, scopo del presente volume è quello di mettere in relazione il piano della struttura e dello sviluppo della dimensione letteraria con quello della storia e della ricostruzione storiografica per semantizzare l’immagine eroica di Alessandro Magno. Nell’oscillazione tra questi due poli, restano forti sia la necessità di pensare secondo categorie non estranee alle forme d’espressione del mondo antico sia la convinzione che il pensiero mitico e l’evocazione letteraria abbiano il potere di rivelare i fatti storici. Di stabilire non soltanto una parentela, ma anche e soprattutto una identità.

PAOLA SCOLLO (Catania, 1986). Dopo la laurea triennale in Lettere curriculum Antico, ottenuta nel 2008 presso l’Università di Pisa, nel 2010 consegue presso il medesimo ateneo la laurea specialistica in Scienze dell’Antichità curriculum Filologia e Letterature dell’Antichità. Dal 2012 è docente di materie letterarie, latino e greco nei licei e dal 2017 è giornalista pubblicista. Dal 2018 è titolare dell’insegnamento di Storia greca presso l’Università eCampus. Dal 2020 è membro del gruppo internazionale di ricerca Guerres, Espaces, Répresentations. Attualmente sta conseguendo il dottorato in Histoire, Langue, Littérature Anciennes presso l’Université Bordeaux Montaigne. Tra i prodotti della sua attività di ricerca figurano i seguenti studi: Il viaggio di Dioniso. Aspetti di drammaturgia nelle Rane di Aristofane (Roma 2012), Sui “grandi sofisti”. Ippia di Elide tra critica letteraria e “polymathia” (Roma 2012), Ritratti d’Autore. Vite a confronto, oltre la Storia e il Mito (Roma 2013), Lezioni di storia greca. Dalle origini all’età ellenistica, l-ll (Città di Castello 2021).

Indice:

INTRODUZIONE 9
Fonti 10
Storia degli studi 12
Pars construens: obiettivi della ricerca
18

PARTE PRIMA 23
Per una definizione di eroe nel mondo greco 23
La critica all’epos: Senofane e i detrattori di Omero 70
Aristotele, filosofo omerizzante, e Alessandro, lettore di Omero 105

PARTE SECONDA 129
Alessandro, nuovo Achille. Primi atti di eroismo 129
In morte di Efestione 152
Verso la divinizzazione? 171

PARTE TERZA 207
Sui passi di Dioniso e di Eracle 207
L’India, terra altra 214
Carattere e imprese di Dioniso 241
Il dio che conquistò l’India 243
Il komos dionisiaco a Nysa 277
Carattere e imprese di Eracle 301
Il semidio che conquistò il cielo 306
L’impresa di Aorno
336

CONCLUSIONI 361

BIBLIOGRAFIA 365

Classificazione: 4 su 5.

Reading time: dal 9 al 18 febbraio 2022.

Ringrazio Studium Editore per la copia recensione in omaggio!

In questo libro che viene usato come strumento di studio per gli allievi dell’Università e-Campus la dott.ssa Scollo approfondisce il tema dell’Alessandro eroico che secondo me spesso viene dato per scontato e non viene esaminato in dettaglio. Nei libri mi capita di leggere che Alessandro volle considerarsi e farsi considerare divino come Achille, Eracle e Dioniso, che raccolse la loro eredità per diventare come loro, che li imitò per essere come loro. Partendo proprio da questa considerazione l’autrice ci mostra come questa sia una iper-semplificazione di un problema molto più complesso e non così scontato come può sembrare.

La dott.ssa Scollo indaga le evidenze letterarie degli atti di Alessandro senza dare giudizi di valore ma attenendosi all’evidenza dei dati in una prospettiva storica e filologica per spiegare se Alessandro fece tutto ciò che sappiamo con l’idea dell’imitatio di Achille, Dioniso ed Eracle e quindi entrare anche lui negli dei immortali o come veneratore di questi dei e rendere loro omaggio. L’autrice così analizza le fonti storiche e mitologiche del modus operandi di questi dei e le compara a quello di Alessandro e nella sua dimensione politica e militare.

La presa di Tebe fu, a un tempo, atto di forza e di terrore volta a imprimere in modo nitido nell’avversario la consapevolezza della sua inferiorità non soltanto sul campo di battaglia. Non si trattò semplicemente, come in altri casi, del lento logoramento delle forze di minoranza contro la maggioranza di un grande esercito o di un popolo. Essa rappresentò il segno più tangibil della fine della autonomia greca.

Nella prima parte la dott.ssa Scollo analizza la funzione dei miti e degli eroi nell’antichità e dimostra come gli autori antichi cercarono di definire il carattere dell’eroe. In questo si stabilisce un nesso anche con l’Eros perché l’elemento che rende vivi gli uomini è la passione. L’autrice prende in esame molte fonti antiche e le integra e spiega con gli approfondimenti degli studiosi moderni e parte con l’analizzare le prime fonti in cui si parla di eroi in Omero e di chi parlò in proposito fino ad arrivare a Platone e Aristotele.

«Il terzo modo, l’uso della metafora, è di vasta applicazione: nato per necessità dalla povertà e dai limiti del lessico, ha poi acquistato popolarità per il suo carattere dilettevole e piacevole. Come è accaduto per le vesti, che furono inventate anzitutto per riparare dal freddo e poi si cominciarono a usare per conferire ornamento e decoro al corpo, così la metafora, creata per sopperire alla mancanza di parole, è divenuta di uso comune per diletto.»

Cicerone, De Oratore

In buona sostanza, Alessandro leggeva i poeti, dai poeti avrebbe voluto esser celebrato e ai versi dei poeti desiderava affidare la memoria imperitura delle sue imprese. Così come era avvenuto per gli eroi del mito.

Nella seconda l’autrice si sofferma su cosa Aristotele insegnò ad Alessandro, come lo influenzò. Alessandro compì diverse azioni come il nuovo Achille: nell’attraversare l’Ellesponto, nell’invio delle armature ad Atene, con la morte di Efestione. In questo caso, Alessandro fu come Achille ed Efestione fu come Patroclo:

Due eroi simili, dunque, sia per la grandezza – sovrumana – delle imprese sia per la fragilità – umana – che li fa sprofondare in una cupa e tragica disperazione.

Alessandro cercò il riconoscimento del suo potere con l’episodio del Nodo di Gordio, con la visita a Siwa dell’Oracolo di Ammone e la richiesta della proskynesis. Ho piacevolmente notato anche che l’autrice usa tra gli studi critici il libro di Antonio Montesanti Alessandro Magno. La storia, il viaggio dell’ultimo eroe che è una lettura molto bella pubblicata da Ginevra Bentivoglio EditoriA con cui la stessa Scollo ha pubblicato Ritratti d’Autore. Vite a confronto, oltre la Storia e il Mito che però non ho ancora letto anche se ce l’ho. L’autrice ci ricorda che Alessandro in vita ambì ad essere considerato un eroe e che divenne divino solo dopo la sua morte con i Diadochi.

«Both Alexander and Olympias had been from the beginning, and still were, under suspicion of complicity in the murder (Plut. Alex. 10.5-6; Just. 9.7.1, 8), and the god’s response absolved them of it. Furthermore, if not Philip but rather Zeus Ammon was Alexander’s father, Alexander could not, in any case, be guilty of patricide. On the other hand, the very plausibility of the story may be considered reason to think that Clitarchus made it up. We should admit, then, ignoramus».

Fredricksmeyer, Zeus Ammon, and the Conquest of Asia

Alessandro non pretese mai – almeno esplicitamente – di essere onorato come un dio; furono piuttosto i Greci a sentirsi obbligati a istituire per il cosmocratore, emulo di Eracle e di Dioniso, un culto cittadino. Anche il ricordo dell’arrivo in India di Dioniso, nell’orazione agli ammutinati a Opis, pensiamo vada interpretato come il desiderio di raccogliere l’eredità eroica del figlio di Zeus, dunque di ottenere dai Greci conferma della propria auctoritas. Nulla di più.

Nella terza parte l’autrice si sofferma sull’India in cui emerse il tratto più marcato della relazione di Alessandro con Dioniso ed Eracle. Troviamo delle descrizioni dell’India in Erodoto, Ctesia di Cnido e col contemporaneo ad Alessandro Megastene. Arriano per l’Indiké usa le fonti di Eratostene di Cirene, Megastene e Nearco. Come Goukowsky fa notare, Alessandro col parallelo con Dioniso volle conformarsi a una determinata tradizione religiosa.

L’eroismo […] non è che il tentativo per l’uomo finito e mortale di sconfiggere il proprio destino precario, di sopravvivere alla morte, di eternare nell’aldilà la propria identità, la propria fama.

L’argomentazione del giovane sovrano riceveva forza e sostegno non soltanto dall’abile uso della parola e dalla prospettiva di laute ricompense. Erano piuttosto quei racconti e quelle analogie, afferenti alla cultura greca, l’orizzonte entro il quale Alessandro e il suo entourage riconoscevano la loro identità.

Viene poi indagata la nascita di Dioniso secondo cui in alcune fonti avvenne da Semele che muore a causa della folgore di Zeus così egli se lo cucì nella coscia e la folgore rappresenta il richiamo ad Alessandro e il suo concepimento. Quello che però è importante non dimenticare è che Dioniso fu un eroe civilizzatore e inventore di qualcosa di utile per l’umanità e venne usato da Alessandro per legittimare la sua auctoritas.

Il passo ben evidenzia come per la tradizione, accolta anche dall’autore della Biblioteca, Dioniso ed Eracle fossero paradigma di quei mortali che, mediante le mirabili imprese compiute, avevano ottenuto onori divini e conquistato la prerogativa degli dèi, ovvero l’immortalità. Il che spiegherebbe anche il motivo per cui proprio Dioniso ed Eracle abbiano influenzato in modo preminente Alessandro, a prescindere dai legami parentali asseriti.

Scollo prende in esame diverse fonti del comportamento di Alessandro alla città di Nysa il cui fondatore fu Dioniso e il Macedone ritenne l’eroe come un fondatore, civilizzatore e liberatore. Dopo il deserto della Gedrosia con i riti dionisiaci Alessandro volle imitare Dioniso o celebrarlo? L’autrice afferma che l’imitatio è posteriore a Clitarco e deriva dai Ptolemaia di Tolemeo Filadelfo nel 271-270 a.C.

La riproposizione di komoi e il desiderio di essere associato al figlio di Zeus crediamo vadano valutati, semmai, come il tentativo da parte del Macedone di ascriversi a una certa tradizione culturale. Il che troverebbe peraltro giustificazione in una prassi, ampiamente attestata sin dall’epoca arcaica, che mirava a ricostruire per sovrani o personaggi politicamente di rilievo vere e proprie genealogie divine mediante il legame con eroi e/o divinità.

Il legame di Alessandro con Eracle emerge dalla storiografia dell’età dei Diadochi. Alessandro sacrificava spesso a Eracle ma, era per venerarlo o per sottolineare la sua discendenza divina per una monarchia sempre più personale? Importante è notare che Eracle fu un eroe immortale solo post mortem e Alessandro si sofferò più che altro sul tema dell’eroismo che sull’identificazione divina. Alessandro volle misurarsi con Eracle prendendo la roccaforte di Aorno quando lui non vi riuscì e volle misurarsi da eroe, non da divinità, e lo fece anche per promuovere la sua auctoritas.

Procedendo oltre la prospettiva adottata dai singoli testimoni, spesso funzionale all’immagine di Alessandro che si intendeva veicolare, non possiamo non ricavare almeno un dato inequivocabile, ossia quello relativo alla forte connotazione letteraria degli atti di Alessandro anche in India. Ancora una volta, egli si confermava erede della tradizione culturale greca.

Quello che emerge chiaramente e direi anche efficacemente dall’analisi della dott.ssa Scollo è che nella tradizione antica non c’è una conferma precisa dell’identificazione di Alessandro in Achille, Dioniso ed Eracle ma fu una costruzione a posteriori. Il testo è estremamente interessante perchè Scollo non si limita a confrontare i testi antichi sul Macedone ma prima di essi esamina i testi sui miti perchè la pietra di partenza del paragone parte proprio da essi. Alessandro eroico. Idee, modelli e forme del mito è una lettura completa perchè l’autrice riporta moltissime fonti per spiegare e motivare le sue considerazioni. Non avevo mai letto un libro che parte dai miti per spiegare Alessandro ma questo lo fa e credo sia un tassello importante per chi voglia comprenderlo a fondo. Per questo motivo è una lettura molto specifica ma non per forza specialistica e sono contenta di averla nella mia bibliografia su Alessandro. Dopo aver letto questo testo sarei curiosa di seguire il corso della dott.ssa Scollo all’Università e-Campus perché so che potrei scoprire ancora altro e invidio un pochino chi lo sta seguendo.

Una cosa che ho apprezzato molto è che l’autrice riporta le parole chiave in greco ma le traduce anche in italiano, così rende il testo accessibile anche a chi non conosce il greco come me e tutte le fonti antiche sono riportate tradotte in italiano e nelle note a piè di pagina vengono riportate nella versione originale, mentre le citazioni degli studi critici sono riportati nella loro lingua originale. Ho notato solo due refusi, nulla di che sono due errori di battitura, a pagina 43 e 258.

Se volete acquistare questo libro lo trovate nel formato cartaceo al prezzo di 24,90 euro sul sito dell’editore a QUESTO LINK oppure nel formato digitale su Amazon al prezzo di 22,90 euro a QUESTO LINK.

Desidero ringraziare ancora una volta Studium Editore per la copia recensione!

Grazie e buona domenica a tutti,

#copiaomaggio #prodottooffertoda Studium Editore

3 pensieri su “Recensione: “Alessandro eroico. Idee, modelli e forme del mito” di Paola Scollo (Collaborazione)”

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