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Recensione: “Liber de morte Alexandri Magni” di Incerti Auctoris, a cura di Carla Ravazzolo (Collaborazione)

Buonasera a tutti sono Elena, buon Ferragosto e vi ringrazio di essere su Alessandro III di Macedonia, blog su Alessandro Magno e Ellenismo! Oggi vi parlo di un libro che ho cercato tanto e che ho avuto il piacere di leggere e aggiungere alla mia biblioteca personale su Alessandro grazie all’aiuto fondamentale dell’autrice, Carla Ravazzolo, che ringrazio profondamente per l’entusiasmo, la gentilezza e la disponibilità dimostratemi!

Liber de morte Alexandri Magni

di Incerti Auctoris

a cura di Carla Ravazzolo

Edizioni dell’Orso, 2012

ISBN: 978-8862743631, 112 pp.

Il Liber de morte testamentoque Alexandri ci è giunto, con altre opere tra le quali la più nota Epitoma di Metz, in un manoscritto del X secolo. La redazione latina dell’opera poggia su un originale greco perduto che doveva concludersi con le notizie relative alla vestizione del re e alla preparazione del letto di morte, il Liber de morte, al quale si sarebbe aggiunta una delle diverse versioni circolanti del testamentum.

Il Liber de morte è l’unico testo che presenta insieme, e in modo ben articolato, tutti gli elementi del complotto per avvelenare Alessandro: ripercorre le diverse fasi della congiura, alla quale non sarebbe stato estraneo lo stesso Aristotele, l’agonia di Alessandro – avvelenato ben tre volte -, le disposizioni per assicurare l’unitê dei territori conquistati, la commozione dei soldati, le lacrime di Rossane, il dolore dei pochi amici rimasti leali. Tra questi Tolemeo emerge come colui al quale il re si rivolge con maggiore familiarità e fiducia e al quale affida il proprio corpo per la sepoltura in Egitto.

Il particolare rilievo dato alla figura del Lagide consente di individuare nella corte tolemaica di fine IV-inizio III secolo a.C. uno scenario culturale e politico nel quale bene può inserirsi la stesura dell’originale greco dell’operetta.

Carla Ravazzolo è dottore di ricerca in Storia Antica e collabora con il Dipartimento dei Beni Culturali: archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica dell’Università di Padova. Si occupa di tematiche relative ad Alessandro Magno e ai suoi successori, con particolare attenzione all’ambito dell’Egitto tolemaico e alla produzione storiografica.
Tra i suoi contributi si segnala Thais, etera di Alessandro. Da Plutarco ai manga (Cleup, Padova 2009).

Indice:

Premessa……….5
Introduzione……….7
Liber de morte Alexandri Magni……….29
Commento……….47
Conclusioni……….89
Indice delle fonti classiche……….93
Indice dei nomi e delle cose notevoli……….99
Bibliografia……….103

Classificazione: 5 su 5.

Reading time: dal 5 al 6 agosto 2022.

Era da molto tempo che desideravo leggere questo libro introvabile (almeno per me) perché sapevo che sarebbe stato importante e che si trattava di un’edizione fatta bene e non mi sbagliavo. La dott.ssa Ravazzolo ci dà la prima traduzione italiana del Liber de morte testamentoque Alexandri col testo a fronte latino e un ottimo commento che spiega il testo. Il Liber de morte rappresenta il focus antico sulla morte per avvelenamento di Alessandro, sulle persone coinvolte nella cospirazione e ne spiega la messa in opera ed è l’unico testo in nostro possesso a trattare questo unico tema. Ad esso segue il Testamentum di Alessandro con le sue volontà lette all’esercito dopo la sua morte.

Nella Premessa e nell’Introduzione l’autrice ci spiega che il Liber de morte testamentoque Alexandri ci è giunto conservato nella Biblioteca di Metz in un codice del X secolo contenente l’Epitoma rerum gestarum Alexandri Magni (Epitome di Metz) e l’Epistula Alexandri Magni ad Aristotelem, ma il manoscritto finì bruciato nel 1944 anche se Volkmann fece in tempo a pubblicarla in pochissime copie nel 1886 e nel 1900 Wagner pubblicò una sua edizione dell’Epitoma senza aver visionato l’apocrifa di Volkmann. L’edizione usata dalla Ravazzolo è quella del 1960 di Thomas. Per lungo tempo il Testamentum venne ritenuto come l’ultima parte del Liber de morte ma l’autrice riprende la tesi di Pfister che sottolinea le differenze stilistiche e lessicali confrontando i due testi e li rende rielaborati da una stessa persona latina che però partì da due originali indipendenti perché se così non fosse il Liber dovrebbe essere seguito dal Testamentum ma tra i due mancherebbero dei pezzi.

Il Liber de morte è affascinante perchè svela i retroscena del complotto ordinto da Antipatro, ci dice chi furono i sei generali di Alessandro che non ne presero parte e ci spiega esattamente come avvenne. L’autrice, dopo aver considerato diversi autori, avanza l’ipotesi che l’autore dell’originale greco andato perduto possa essere Efippo di Olinto autore dei cinque frammenti pervenuti fino a noi sotto il titolo di Morte e sepoltura di Efestione e Alessandro (analizzati e pubblicati dalla stessa Ravazzolo nel libro Efippo di Olinto – Testimonianze e frammenti pubblicato da Edizioni Tored che leggerò e recensirò al più presto!) e ci spiega approfonditamente quali sono gli elementi in comune.

Dopo il testo latino con la traduzione italiana a fronte c’è un ampio commento che ho trovato interessante e fondamentale per capire appieno il testo. Nel commento l’autrice accosta i passi del Liber alle versioni delle fonti antiche per sottolineare analogie e differenze. Ho trovato direi illuminante il fatto che l’autrice metta in discussione le Efemeridi: fino ad ora non ho letto molto che le analizzi ma sapere che c’è un dibattito tra gli studiosi che affronti anche quest’argomento è affascinante oltre al fatto che porti ad ulteriore materiale da leggere di cui non posso che essere contenta, anche se purtroppo implica che le Efemeridi possano essere state manipolate.

Sembra di poter dire che la versione ufficiale della morte del re era giudicata da molti poco convincente; e dunque, se i sospetti che Alessandro fosse stato assassinato erano tanto consistenti e diffusi, come si riuscì, se non a metterli a tacere, almeno a smorzarli fino alla plateale denuncia di Olimpiade?

Il problema rimane fondamentalmente quello della natura delle Efemeridi: se di rapporti ufficiali delle attività del re si trattava, ciò mal si concilia con quanto noi possediamo: poche le indicazioni relative ad atti ufficiali, pressochè inesistenti particolari o provvedimenti di carattere militare, ma cacce, simposi e racconto della morte.

Ravazzolo sottolinea quali sono le peculiarità di questo testo rispetto alle altre fonti e una che ho trovato particolare e mi ha colpito è stata quella della nascita prodigiosa della creatura mostruosa partorita dalla donna che si presentò al re e l’autrice, qui ma come in tutto il commento, offre un’attenta e precisa analisi propedeutica alla lettura del testo. Un’altra è che solo in questo testo viene descritta la preparazione del letto di mrte del re e il processo di vestizione della salma. L’autrice precisa anche che nel Liber manca il dolore dal punto di vista dei persiani per la morte di Alessandro e afferma che il testo era rivolto al solo pubblico greco-macedone.

La sfilata dei soldati è presentata come l’ultimo atto eroico di Alessandro che, agonizzante e tormentato dal dolore, vuole sedare l’agitazione dei suoi, come aveva fatto più volte alla vigilia di una battaglia o in occasione di malcontento e ribellione, come nei recenti fatti di Opi. Ogni particolare del racconto è volto a sottolineare lo speciale rapporto tra Alessandro e i suoi soldati, ad ognuno dei quali rivolge, ormai incapace di parlare, un cenno.

È inoltre interessante notare l’impostazione filotolemaica del testo e le disposizioni che Alessandro si preoccupò di dare alla città di Rodi. L’analisi della dott.ssa Ravazzolo è completa e dettagliata, perché si avvale delle fonti per inquadrare e tante volte decifrare certi elementi del testo e nelle note a piè pagina offre molti testi per approfondire i temi.

Sono felice di aver finalmente potuto leggere questo testo perché è grazie ad esso che ho potuto capire quanto sia importante Efippo di Olinto, che prima consideravo marginale e ho avuto la conferma di quanto il Liber de Morte sia fonte di studio e dibattito tra gli studiosi. Non vedo l’ora di leggere il libro su Efippo!

Ultimo, ma non per importanza, desidero ringraziare la dott.ssa Ravazzolo per avermi aiutata perché è solo grazie a lei che ho potuto aggiungere questo tassello importante nel mio mosaico alessandrino perché purtroppo non è più disponibile dall’editore Edizioni dell’Orso il che è un grande peccato perché è la prima e unica traduzione italiana del testo, ha un rilievo accademico ed è un vero peccato che sia introvabile. Credo che l’editore dovrebbe valutare una ristampa del testo.

Grazie per l’attenzione, buona serata,

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