1. Diadochi, Hellenism: Non-Fiction Book, Reviews

Recensione: “Flavio Arriano. Gli eventi dopo Alessandro” di Anna Simonetti Agostinetti

Buongiorno a tutti sono Elena e vi ringrazio di essere su Alessandro III di Macedonia, blog su Alessandro Magno e l’Ellenismo. Oggi vi parlo di una lettura meravigliosa per più motivi. Oggi vi parlo di:

Flavio Arriano

Gli eventi dopo Alessandro

di Anna Simonetti Agostinetti

L’Erma di Bretschneider, 1993

ISBN: 8870628248, IV-136 pp.

Scopo di questo volume è offrire una accurata traduzione e un ampio commento storico dell’epitome del τα μετ’ Αλέξανδρον di Arriano inserita dal Patriarca di Costantinopoli Fozio nella sua Bibliotheca, composta verso la metà del sec. IX.

Franca Landucci Gattinoni, Aevum 69, Fasc. 1 (gennaio-aprile 1995)

INDICE:

Elenco delle abbreviazioni » 3
Introduzione » 7
Τὰ μετὰ ᾿Αλέξανδρον Fozio, Bibliotheca, cod. 92 = F.Gr.Hist., N. 156, F. 1 (1-12); 9 (13-38); 11 (39-45) traduzione » 25
Commento storico » 33
Albero genealogico degli Argeadi » 102
Tavola cronologica » 103
Bibliografia » 104
Appendice: Testi
F.Gr.Hist., N. 156: F. 1-9-10-11 » 111
F.Gr.Hist., N. 156: F. 2-129-172-179-8-176-6 » 122
P.S.I., XII, 1284 » 123
Palinsesto di Gothenbourg » 126
Indice dei nomi di persona » 129
Indice dei nomi geografici ed etnici » 131
Indice degli autori antichi citati » 133

Classificazione: 5 su 5.

Reading time: dal 18 al 19 marzo 2022.

Questa è una di quelle letture che avrei dovuto fare prima, soprattutto perché avevo questo testo già da un po’. Il nome di Flavio Arriano e l’editore L’Erma di Bretschneider sono due garanzie di qualità. L’autrice prima fa una breve introduzione alla vita di Arriano, poi una breve rassegna delle sue opere e della genesi de Gli eventi dopo Alessandro, poi traduce ciò che abbiamo dell’Epitome di Fozio, a cui segue un minuzioso commento storico e storiografico. L’Appendice riporta l’edizione greca dell’Epitome e due passi direttamente di Arriano e i tre indici finali.

L’analisi e la narrazione degli eventi seguiti alla morte di Alessandro, delle continue e logoranti guerre tra i suoi generali fino alla dissoluzione dell’impero che egli aveva saputo costruire in così breve tempo, mettevano ancora più in risalto la superiorità di quello, non solo rispetto a chi lo aveva preceduto, ma anche a chi aveva cercato di raccoglierne l’eredità. Inoltre se le battaglie di Alessandro avevano soddisfatto gli interessi strategico-militari di Arriano, altrettanta materia utile egli poteva trovare negli scontri dei Diadochi, anch’essi validi generali che avevano attuato e perfezionato le tattiche del Macedone.

Τὰ μετὰ ᾿Αλέξανδρον è un’opera di Arriano di cui non abbiamo una data di composizione certa, in dieci libri in cui l’autore parlava dei fatti dopo la morte di Alessandro al ritrono di Antipatro in Europa dopo gli accordi di Triparadiso, quindi dal 323 al 321 a.C. Purtroppo quest’opera di Arriano ci è giunta solo attraverso l’Epitome di Fozio, Fozio I di Costantinopoli o Fozio il Grande il patriarca bizantino e sono stati ritrovati dei passi di Arriano in due palinsesti medievali e in un papiro che l’autrice ci riporta e commenta. Simonetti Agostinetti prima di passare alla traduzione e all’analisi del testo nell’Introduzione spiega che le fonti storiografiche del tempo sui Diadochi contemporanei a loro esaurienti furono date da Geronimo di Cardia e Duride di Samo e in seguito troviamo Diodoro e Giustino.

Le otto pagine di traduzione dell’Epitome di Fozio sono illuminanti: grazie a queste pagine vediamo cosa avvenne immediatamente dopo la morte di Alessandro e il problema della successione che i Diadochi dovettero affrontare.

Il problema non era di per sé particolarmente grave, sul piano giuridico, dal momento che la successione non avveniva in Macedonia per linea ereditaria, ma per acclamazione da parte dell’assemblea dei nobili macedoni e il fatto che il potere regale appartenesse da generazioni agli Argeаdi non significava che non potesse passare ad altri. Di fatto era talmente forte il legame di affetto e di riconoscenza che univa i Macedoni alla famiglia reale che dovette sembrare oltraggioso nei confronti della memoria di Filippo e di Alessandro, proporre successori che non avessero legami con loro.

Il commento dell’autrice colma, ordina e spiega i passi del testo arricchendolo ulteriormente. Simonetti Agostinetti spesso confronta gli altri testi antichi pervenuteci, espone le tesi degli studiosi moderni e propone la sua posizione per l’interpretazione o altri elementi storiografici. Quello che mi sorprende ancora una volta è che, nonostante il testo che leggiamo sia un riassunto di Fozio, riusciamo a capire che l’opera originale di Arriano è ricca di dettagli ed eventi che vengono tralasciati dagli altri autori.

Il frammento papiraceo, presentando eventi verificatisi prima dello scontro finale tra le sue armate, viene quindi a colmare una lacuna tra Diodoro XVIII 32, 1 e 32, 2, dimostrando, ancora un volta, quale doveva essere la minuziosità del racconto arriano, che il testo di Fozio lascia solo immaginare.

Arriano ancora una volta si dimostra per il grande storiografico che fu, sempre attento e scrupoloso nel suo lavoro. Il testo di Simonetti Agostinetti mette anche in luce l’intelligenza e l’astuzia di Eumene, che grazie a un’abile trovata riuscì a pagare lo stipendio ai suoi uomini e così conquistò l’ammirazione del suo esercito che ogni tanto era dubbioso del suo non essere Macedone.

Tuttavia se si tiene presente che il ritorno di Antipatro in patria con i legittimi successori di Alessandro rappresento di fatto la fine del dominio asiatico degli Argeаdi e il crollo definitivo dell’impero universale, esso potrebbe rappresentare una logica conclusione per un’opera concepita da Arriano come il seguito dell’Anabasí, cioè del racconto della grandiosa impresa che aveva portato i Macedoni alla conquista dell’Asia.

Testi come questo sono importanti, direi anzi fondamentali per gli appassionati di Alessandro perché grazie al confronto con Diodoro e Giustino e con la storiografia moderna, l’autrice chiarifica e integra questo testo che nonostante sia solo un’Epitome è indispensabile per avere, per quanto possibile, un quadro completo sul periodo. Ovviamente L’unica pecca del libro di Simonetti Agostinetti è il suo costo che io stessa ho potuto permettermi solo perché l’ho trovato scontato, ma testi come questo, con analisi storiografiche importanti sono pensati per un pubblico di accademici e specialistico e quindi si trovano solo con editori specialistici.

Chi ne ha la possiblità, anche attraverso una biblioteca deve leggerlo.

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